Attualità
Motori termici: dietrofront dell’ UE
La Commissione Europea ha approvato la revisione delle emissioni di CO 2 revocando lo stop totale alle auto diesel e benzina dal 2035. Inoltre, ha aperto ai biocarburanti, sinora esclusi dal piano di decarbonizzazione, e ha previsto una serie di misure economiche a sostegno dell’ automotive europeo
Di Roberto Barone
Il settore automotive può tirare un sospiro di sollievo. Dopo varie indiscrezioni su un allentamento del Green Deal è arrivata l’ ufficialità: l’ Unione Europea ha messo il sigillo sulla revoca dello stop totale alle auto termiche previsto per il 2035. Crolla quindi quello che sinora era considerato un dogma, il cosiddetto phase out. Riunita a Bruxelles il 16 dicembre scorso la Commissione Europea ha infatti approvato la revisione del regolamento sugli standard di emissione della CO 2 di veicoli e furgoni frenando di fatto sul divieto di commercializzare vetture con motori tradizionali a partire dal prossimo decennio, aprendo ai biocarburanti e introducendo nuove misure a sostegno del comparto. La presidente Ursula von der Leyen ha dunque tenuto fede agli impegni presi con le associazioni di categoria e riassunti nel piano strategico condiviso nel corso del tavolo automotive avviato a gennaio 2025, andando incontro a gran parte delle richieste. Il comparto, pur condividendo la necessità di puntare verso una decarbonizzazione della mobilità chiedeva da tempo un approccio meno ideologico e incentrato sì sul principio di neutralità climatica, ma garantendo al tempo stesso la neutralità tecnologica e la sostenibilità economica delle aziende. Ciò a fronte di un mercato dell’ auto elettrica che ancora non decolla e di una doman-
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