PARTS Aprile 2026 | Seite 36

4 chiacchiere con …

“ Non è il Data Act a cambiare i modelli di business, ma è il software nei veicoli che ha messo a rischio l’ aftermarket. Senza il Data Act, l’ aftermarket indipendente sarebbe stato seriamente compromesso. Il Data Act è uno degli elementi chiave per preservare un aftermarket indipendente forte, in un contesto di crescente“ softwareizzazione” dei veicoli. In Europa esistono tre regolamenti interconnessi: il Motor Block Exemption, che tutela il diritto alla riparazione e la libertà di scelta del consumatore; il Data Act, che bilancia privacy, protezione e accesso ai dati; il Cyber Security Act, fondamentale per garantire sicurezza e protezione dei veicoli. Non vogliamo che terze parti possano interferire con un veicolo in movimento o bloccarlo in officina chiedendo un riscatto per sbloccarlo. La cybersecurity deve quindi essere bilanciata con la libertà di scelta del consumatore e l’ accesso ai dati. Il ruolo di aziende come ZF è duplice: collaborare con le autorità per indirizzare correttamente la normativa e sviluppare soluzioni tecniche, come la diagnostica remota, che consentano libertà di scelta mantenendo sicurezza e protezione informatica”.
Come possono le officine indipendenti rimanere competitive nella diagnostica e nella manutenzione predittiva quando i dati sono gestiti dai produttori?“ Il rischio è che le officine indipendenti ignorino la necessità di accedere alle capacità diagnostiche. Storicamente, uno dei grandi valori dell’ aftermarket indipendente era servire tutti i marchi, non solo pochi modelli. Ma se un’ officina deve pagare licenze annuali complete per ogni marchio, il costo diventa insostenibile. Per questo, con [ pro ] Diagnostics, ma anche con [ pro ] Academy e [ pro ] Tech, offriamo flessibilità: coprire il maggior numero di veicoli con costi limitati e modulari. Vogliamo evitare che il meccanico debba scegliere tra rifiutare un veicolo poco frequente o sostenere costi elevati per servirlo. Offriamo quindi una modularità dal punto di vista tecnico attraverso la nostra diagnostica, ma anche attraverso un’ ampia copertura prodotto e formazione avanzata. Un altro aspetto fondamentale è il collegamento delle officine con le flotte, che sono sempre più professionali, con esigenze elevate di uptime, controllo dei costi e monitoraggio. Grazie alla nostra presenza globale, alle soluzioni telematiche e alle applicazioni per il collegamento delle officine alle flotte, possiamo favorire la connessione dell’ ecosistema. Più l’ e- cosistema è connesso, più l’ aftermarket indipendente rimane forte”.
Come vede il futuro dell’ aftermarket di qui a 10 anni?“ Bisogna ragionare in termini generazionali, 20 – 30 anni. L’ aftermarket indipendente è nato da imprenditori e imprese familiari, che vogliono lasciare un’ e- redità alla generazione successiva. L’ aftermarket è fondamentale per la libertà di mobilità che la società ha conquistato. La mobilità è un diritto, ma non sopravvive senza un aftermarket indipendente.
“ In ZF Aftermarket ci impegniamo a mantenere un’ attenzione totale sul supporto a tutti i veicoli, indipendentemente dalla loro età, segmento od origine”
Per questo dobbiamo pensare alle prossime generazioni e garantire solidità economica alle aziende, per affrontare i trend in atto”.
E l’ aftermarket in Europa?“ Il modello europeo è valido. C’ è consapevolezza della qualità, del comfort e della sicurezza e molti meccanici, grazie allo stretto rapporto con la filiera, hanno le competenze e la formazione per fare la differenza. I clienti, da parte loro, non vogliono aspettare e vogliono tornare rapidamente su strada. Investimenti in telematica e diagnostica remota aumenteranno ulteriormente la capacità di soddisfare il cliente. Anche altre regioni del mondo guardano al futuro e procedono rapidamente in questa direzione, alcune, come la Cina, stanno cercando di fare un balzo in avanti sulla connettività. Essere presenti in tutti i continenti ci permette di condividere le migliori pratiche a livello globale”. ■
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