Mercato
Il 2025 si conferma un anno di transizione complessa per la filiera IAM, inserita in un contesto macroeconomico caratterizzato da crescita debole, pressione sui costi operativi e incertezza nei consumi ll mercato auto italiano nel 2025
Nel 2025, il mercato auto italiano ha totalizzato circa 1,52 milioni di immatricolazioni, il 2,1 % in meno rispetto al 2024 e il 20,4 % in meno rispetto ai livelli del 2019 pre-pandemia. In tema di alimentazioni, nel 2025 le immatricolazioni di auto a benzina calano del 18,2 % e quelle delle auto diesel del 31,5 %, rispettivamente con quote di mercato del 24,4 % e del 9,7 %. Le autovetture mild e full hybrid aumentano dell’ 8 %, con una quota del 44,1 %. Le immatricolazioni di autovetture ricaricabili( BEV e PHEV) crescono del 63 % e hanno una quota del 12,6 %( in aumento di 5,1 punti percentuali rispetto al 2024). Nel dettaglio, le auto elettriche( BEV) registrano un rialzo del 44,2 %, con una quota del 6,2 %, mentre le ibride plug-in( PHEV) incrementano dell’ 86,4 %, rappresentando il 6,4 % delle immatricolazioni da inizio anno. Infine, le autovetture a gas( considerando anche le auto a metano, che quest’ anno sono scomparse dal mercato) calano del 4,2 % e costituiscono il 9,2 % del mercato. Il mercato delle auto usate, infine, al netto
delle mini-volture ai concessionari, ha chiuso il 2025 in crescita del 4,1 % rispetto al 2024.
Il commento di ANFIA
Così commenta Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA,“ Le flessioni, seppur lievi, registrate nel primo(-0,7 %) e nel secondo semestre 2025(-1,9 %) portano il trend del fatturato italiano dei ricambi automotive in territorio negativo(-1,3 %) dopo quattro anni consecutivi in crescita. Il 2025 si conferma un anno di transizione complessa per la filiera IAM, inserita in un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da crescita debole, pressione sui costi operativi e incertezza nei consumi. La flessione può essere interpretata anche come il risultato di un significativo riallineamento degli stock, in particolare nella distribuzione. Parallelamente, la domanda da parte di ricambisti e installatori ha invece mostrato un andamento positivo. Il buon risultato registrato dai componenti undercar(+ 5 %) e dai componenti motore(+ 1,9 %) evidenzia come il parco circolante italiano- tra i più anziani d’ Europa, con un’ età media di 13 anni a fine 2024- in peggioramento sul 2023( era di 12 anni e 10 mesi) continui a generare domanda di manutenzione e riparazione. Questo dato è coerente con un mercato del nuovo debole e con l’ incremento delle vendite dell’ usato, segnali di un ricambio del parco auto ancora rallentato. Al contrario, la marcata flessione dei componenti elettrici ed elettronici(-7,5 %), dopo il buon risultato del 2024(+ 6,3 %), potrebbe riflettere sia dinamiche di normalizzazione dopo picchi di domanda post-pandemici, sia un progressivo spostamento verso veicoli di nuova generazione ancora coperti da garanzia e quindi meno intercettati dalla filiera IAM. Anche la contrazione dei materiali di consumo(-4,3 %) e dei componenti di carrozzeria e abitacolo(-2,8 %) segnala un atteggiamento più prudente degli automobilisti, orientati a posticipare interventi non strettamente indispensabili. Oggi l’ intera filiera dell’ autoriparazione deve farsi parte attiva dei processi di trasformazione che stanno investendo la filiera produttiva automotive: non si tratta solo di acquisire nuove competenze tecniche, ma di mantenere un forte focus sull’ innovazione, investendo con continuità nella formazione sulle tecnologie emergenti: dalle motorizzazioni elettriche, alla gestione dei sistemi ADAS e in generale su di un’ elettronica di bordo sempre più sofisticata, anche sfruttando a proprio favore le applicazioni dell’ intelligenza artificiale alla manutenzione, destinata a diventare sempre più precisa, predittiva e veloce”. ■
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