colpito, l’infermiere fu beccato, l’altro machine gunner fu ferito gravemente,
rimasero in azione solo un paio di fucilieri che riuscirono a strisciare più a sinistra
nascondendosi tra dei cespugli ed il meleto. Noi 3 che eravamo in movimento, ci
buttammo subito a terra, ma la situazione non era rosea. Eravamo su un piccolo
rilievo, esposti ed allo scoperto, la situazione diventava rognosa!. Un manipolo di
fanteria sumerica fuoriuscita dalla cittadina aveva attaccato il sarge, che non si era
curato troppo di coprirsi i fianchi mentre ripiegava a sinistra. Arrivarono gli Huey
cobra che iniziarono a sparare sulla fanteria sumerica, questo ci dette il modo a me ed
un altro di muovere verso un capanno di legno scuro ai bordi della città. Non
potevamo di certo rimanere sul piccolo promontorio così esposti. Il light machine
gunner ci coprì, ma poi fu beccato da una granata. Io riuscii a vendicarlo beccando
con un burst un fante sumerico che dai margini del paese ci stava attacando.
Volavano pallottole da tutte le parti, l’unico riparo possibile era quel capanno,
prendemmo a strisciare il più velocemente possibile. Arrivarono un paio di tank T74
sumerici ed un BMP, dal lato destro della città. Giunti in soccorso della città sotto
attacco, la loro minaccia durò poco, gli elicotteri da battaglia Huey Cobra gli
beccarono tutti in poco tempo. L’altro fante era una recluta, era stato beccato un paio
di volte ad un piede ed alla spalla da dei proiettili vaganti. Sul capanno volavano
burst tremendi, foravano il legno con la stessa facilità con cui si sfonda un cartone di
legno bersagliato da colpi sferrati impugnando un cacciavite. Contattai per radio il
sarge per avere informazioni ma il sarge era morto. C’erano solo 2 fucilieri dietro di
noi, che potevano offrirci solo poca copertura perché non avevano tiro.
Probabilmente i piloti degli elicotteri sentirono la nostra conversazione via radio e
presero a gironzolare sopra le nostre teste offrendoci copertura. Dalla città fuoriuscì
una squadra di sumeri che strisciando volevano prendere d’infilata il capanno di
legno scuro, ma io che avevo tiro li centrai con una serie di colpi singoli. Non avevo
tempo per dare una mano al commilitone ferito, il quale pensò lui stesso a cercare di
tamponare le ferite. Io dovevo tenere il capanno, altrimenti saremmo morti tutti e due.
Insomma per farla breve, riuscimmo a tenere il fottutissimo capanno ai bordi del
paese ed a ricacciare i sumeri dentro al paese. Anche se il grosso del lavoro lo fecero
per fortuna gli elicotteri da battaglia. Fui avvisato per radio che stava arrivando il
terzo plotone seguito da un paio di tank M60 e dei blindati M113, la cosa sembrava
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