Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 90

colpito, l’infermiere fu beccato, l’altro machine gunner fu ferito gravemente, rimasero in azione solo un paio di fucilieri che riuscirono a strisciare più a sinistra nascondendosi tra dei cespugli ed il meleto. Noi 3 che eravamo in movimento, ci buttammo subito a terra, ma la situazione non era rosea. Eravamo su un piccolo rilievo, esposti ed allo scoperto, la situazione diventava rognosa!. Un manipolo di fanteria sumerica fuoriuscita dalla cittadina aveva attaccato il sarge, che non si era curato troppo di coprirsi i fianchi mentre ripiegava a sinistra. Arrivarono gli Huey cobra che iniziarono a sparare sulla fanteria sumerica, questo ci dette il modo a me ed un altro di muovere verso un capanno di legno scuro ai bordi della città. Non potevamo di certo rimanere sul piccolo promontorio così esposti. Il light machine gunner ci coprì, ma poi fu beccato da una granata. Io riuscii a vendicarlo beccando con un burst un fante sumerico che dai margini del paese ci stava attacando. Volavano pallottole da tutte le parti, l’unico riparo possibile era quel capanno, prendemmo a strisciare il più velocemente possibile. Arrivarono un paio di tank T74 sumerici ed un BMP, dal lato destro della città. Giunti in soccorso della città sotto attacco, la loro minaccia durò poco, gli elicotteri da battaglia Huey Cobra gli beccarono tutti in poco tempo. L’altro fante era una recluta, era stato beccato un paio di volte ad un piede ed alla spalla da dei proiettili vaganti. Sul capanno volavano burst tremendi, foravano il legno con la stessa facilità con cui si sfonda un cartone di legno bersagliato da colpi sferrati impugnando un cacciavite. Contattai per radio il sarge per avere informazioni ma il sarge era morto. C’erano solo 2 fucilieri dietro di noi, che potevano offrirci solo poca copertura perché non avevano tiro. Probabilmente i piloti degli elicotteri sentirono la nostra conversazione via radio e presero a gironzolare sopra le nostre teste offrendoci copertura. Dalla città fuoriuscì una squadra di sumeri che strisciando volevano prendere d’infilata il capanno di legno scuro, ma io che avevo tiro li centrai con una serie di colpi singoli. Non avevo tempo per dare una mano al commilitone ferito, il quale pensò lui stesso a cercare di tamponare le ferite. Io dovevo tenere il capanno, altrimenti saremmo morti tutti e due. Insomma per farla breve, riuscimmo a tenere il fottutissimo capanno ai bordi del paese ed a ricacciare i sumeri dentro al paese. Anche se il grosso del lavoro lo fecero per fortuna gli elicotteri da battaglia. Fui avvisato per radio che stava arrivando il terzo plotone seguito da un paio di tank M60 e dei blindati M113, la cosa sembrava 90