10. Pathfinders (parte 2)
“Form line, and God bless you” disse il sergente. Mentre il plotone formava in
silenzio una linea, mi aggregai alla formazione. L’unità iniziò ad avvicinarsi al paese,
io in tanto mi guardavo in giro e cercavo una sorta di buon avvallamento, una sorta di
buca o crin ale naturale, dopo un pò ne trovai uno. Non era malaccio come posto, era
relativamente al coperto sul fianco sinistro, non vedevo direttamente lo Shilka
sumerico, l’area di tiro era buona e dominavo ¾ del paese e parte della strada. Tolsi
la sicura all’M60, mi sganciai due delle 3 borraccie e le misi vicino all’M60. Poi
guardai dal mirino ed attesi in silenzio. Il plotone stava avanzando lentamente dal
costone, ancora non era stato detectato dalle truppe sumeriche. Continuai ad
attendere, prima d’iniziare un fuoco di copertura vaporizzando il nostro effetto
sorpresa, volevo avere un discreto numero di bersagli. Il terreno allo scoperto aiutava
poco il mio plotone e la situazione presto si sarebbe fatta molto calda.
D’un tratto dal mirino dell’M60 vidi un paio di squadre di fanteria sumerica guidate
da un’ufficiale che si avviavano armati di corsa verso la collina. Aprii il fuoco con
l’M60 rovesciando sulla fanteria sumerica piccole raffiche sparse di M60. Dopo un
pò finii la prima mag. Ricaricai, buttai un pò di acqua della borraccia sull’M60, questi
prese a fumare, poi ci buttai sopra della terra e fece una sorta di fanghiglia, ma la
canna non era rovente. Ero sempre in tiro. Ripresi a sparare a casaccio sui cespugli,
sulle case, ove pensavo che si potessero nascondere i fanti sumerici. Fischiavano le
pallottole da tutte le parti, il mio plotone rispondeva al fuoco, ma la battaglia stava
piegando verso una mattanza. Uno ad uno i commilitoni del plotone che avanzava
erano man mano beccati. Più io sparavo da tutte le parti, cercando di offrire un fuoco
di copertura e più quelli del mio plotone man mano erano beccati. Il sarge mi chiamò
alla radio, c’era un fottuto cecchino sul costone ad ore 12. Io non lo vedevo ma seguii
le indicazioni del sarge che era steso a terra parecchi metri più avanti, con il binocolo
dirigeva il mio fuoco di copertura. Alla fine lo beccai quel dannato cecchino,
placcando l’emorragia di morti e feriti che stava facendo. Noi eravamo rimasti si e no
un 50%. Molti erano i morti e feriti che urlavano a terra chiedendo soccorso.
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