13. Taking your time (parte 1)
Entrai in un piccolo caseggiato in fondo al corridorio c’era l’infermeria del reparto,
ne uscì un commilitone che rideva soddisfatto mentre si chiudeva la patta dei calzoni.
Bussai ed entrai un pò sospettosamente, la capo infermiera sola nella stanza mi
squadrò arcinamente da capo a piedi, sembrava un tipo glaciale, molto piacente,
c’aveva un decoltè sotto il camice che era da urlo!. Anche di personale era messa
molto bene. Forse un pò in carne, ma molto “succosa” . Disse freddamente che
dovevo poggiare la cartella di ricovero sul tavolo, avrebbe visto che tipo d’iniezione
mi avevano prescritto. Aggiunse che dovevo scucire E100.00 perché il trattamento
non era a carico del servizio sanitario. Io gli dissi che diavolo di storia fosse questa?
Lei rispose che i vaccini per questioni di restrizioni economiche durante lo sforzo
bellico necessitavano di un contributo. Mi toccò scucire così il 50% della mia paga di
un mese!. Poi Lei si mise a sedere su uno sgabello, si scostò il camice bianco da una
parte quello che vidi, era tutto un programma…
Talchè io non ci pensai due volte, mi tirai giù le mutande mostrandole l’uccello
padulo sorridendo malizioso le dissi-allora, questa prestazione medica?La signorina si voltò, non mi guardò negli occhi con voce molto sensuale ed un
accento vagamente americano mi disse-beh!, non le faccio mica solo quella!-.
Mi trattenni un’infuocato quarto d’ora in infermeria… poi andai a far colazione in
mensa.
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