Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 105

12. The Convoy (parte 2) Eravamo in 4, quelli arrivati a Lamentin: io, l’infermiere, il light machine gunner (che era stato ferito mentre ci ritiravamo) ed il machine gunner con l’M60. Feci rapporto al tenente, il quale mi disse che la motobarca della marina che ci precedeva era stata attaccata ed era esplosa. Però aveva riferito che svariate unità meccanizzate gengiskane stavano muovendo verso le nostre posizioni, la frazione di Le Moule era caduta e probabilmente anche quì a Lamentin avrebbe fatto molto caldo. Mi diede il compito di tenere il fianco sinistro perché non aveva truppe sufficienti per difendere efficacemente i bordi della cittadina. Gli chiesi se avesse minato la città, mi disse di no, la frazione era distante dal fronte e non aveva ricevuto ordini in merito. Fottuto idiota!. Piazzai l’infermiere ed il light machine-gunner ferito a bordo dell’M113-Vulcan, mandai il machine gunner con l’M60 dentro la fontana. La fontana era di cemento per ¾ coperta dalle case, sulla sinistra del paese si vedeva tutto terreno scoperto, il machine gunner avrebbe dovuto tenere la posizione ad ogni costo e bloccare la fanteria se fosse filtrata dalla sinistra. Poi mandai l’M113-Vulcan dietro ad una casa a rinforzare l’entrata in città dal varco sinistro che aveva solo un granatiere a difesa. Corsi all’interno del campo, c’era un buon deposito di munizioni, presi un altro missile LAW e poi lasciai l’m72.LAW e 2 mags dell’M4 dietro ad un cespuglio. Tornai al deposito e presi 4 mine, pesavano tantissimo ed iniziai a correre per la frazione, cercando di minare i punti più sensibili. Piazzai una mina subito davanti al varco della seconda piazza del paese, poi ne 105