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contribuendovi anch ’ essa con mille piccoli modi , il che dava animo a rallegrarsi con tutta libertà .
L ’ umiltà poi profondissima di questa carissima Sorella era la virtù sua caratteristica , come abbiamo in principio accennato . Non ostante i molti lumi , e doni particolari a lei compartiti dal Signore a larga mano , aveva il più basso concetto di se stessa , non affettato peraltro ma veramente sincero . Non moltiplicava parole per abbassarsi , ma quelle poche che diceva e- sprimevano il vero sentimento del suo cuore . Faceva una particolare attenzione di non parlare di sé , e di ciò che le apparteneva . Essendo Direttrice , le Novizie , restando ammirate di non sentirle giammai proferire una parola di se stessa , dicevano fra di loro : « Bisogna che la nostra Maestra abbia fatto come un voto di non parlare mai di sé ». La sua umiltà era altresì generosa e franca e non temeva di fare degli atti i più umilianti , allorché credeva di avere mancato in qualche cosa benché minima .
Mentre era Direttrice ebbe a soffrire moltissimo per una giovane , la cui vocazione non era vera e che di poi sortì : le apportò ciò grandi umiliazioni e mortificazioni . Vari18 anni dopo ,
essendo Superiora , una sorella ammirata della virtù da essa in allora praticata , le dimandò confidenzialmente quale era stato il suo esercizio interno in quella circostanza : alla qual sorella essa rispose che «... la sua maggior umiliazione era il pensare di
non essersi abbastanza umiliata ».
Temeva la superiorità quasi come altri temono19 la morte .
L ’ onore e la stima delle creature riguardava quali castighi del
Signore per la sua superbia e faceva di tutto per nascondersi quanto più l ’ era possibile .
Da questi suoi sì umili sentimenti si può agevolmente dedurre quale ripugnanza provasse nell ’ essere nominata alla cari­
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Nel testo : Vani .
19
Nel testo : temano .
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