Don Vincenzo non ha rivelato tanto di sé come a questa
Suora Visitandina . Le comunicava le sue malattie e i suoi disturbi52 53 54ma soprattutto la « lettura spirituale » che ne faceva :
« Non può arrivare a comprendere il bisogno che ho per profittare come vuole Iddio della somma misericordia della malattia , e delle altre misericordie in essa ricevute . Oh , che Diluvii !
Misericordia infinita , siate in eterno benedetta , e ringraziata » ^ , convinto che « Quanto più profitteremo delle infermità corporali , tanto più miglioreremo nell ’ Anima » 5 *. Anche i loro mancati incontri diventano per lui , e voleva che lo fossero anche per lei , « circostanze disposte o permesse da Dio perché ambedue ci umiliamo » oppure espressioni di carità : « Fatta l ' ora tarda , mi sono riservato a venire , appunto perché [ ella ] non restasse angustiatape ’ la strettezza del tempo » 55 .
Nei « Lumi » don Vincenzo non ha mai dichiarato apertamente di aver attraversato la cosiddetta « notte dello spirito » di S . Giovanni della Croce . Sappiamo che curò un ’ edizione « aggiornata » del suo « Monte della Perfezione » ma la comunicazione a Suor Geltrude ci fa intuire che egli ne avesse fatto o ne facesse esperienza : « Vedere il Tutto nel niente è il mio soave studio » e , conseguentemente , « Il mio più bel giorno è la notte » dello spirito . Egli , riecheggiando S . Giovanni della Croce , ne
offre quasi una spiegazione : « Il vuoto fa la mia pienezza » e « La ignoranza mi istruisce » 56 .
Qualche testo si connota anche di poesia : « I momenti di questo Ritiro mi stanno volando , preghi i SS . Angeli tutelari
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Cfr ., per esempio , n . 1733 , 6 ; n . 1736 , 9 ; n . 1739 , 15 ; n . 1746 . 28 ; n . |
1753,41 ; n . 1761 , 59 e n . 1814,165 . |
53 |
Cfr . n . 1767 , 72 . |
54 |
Cfr . n . 1817,170 . |
55 |
Cfr . n . 1738 , 12 . |
56 |
Cfr . n . 1825 , 187 . |
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