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[ Prima del 4 aprile ] 1835 A ODESCALCHI CARLO , CARDINALE
E [ minentissi ] mo e R [ evere ] nd [ issi ] mo Principe
Considerato da varii Sacerdoti R [ oma ] ni , non che da pii Laici secolari12 ( O [ rato ] ri U [ milissi ] mi della E [ minenza ] V [ ostra ] R [ evere ] nd [ issi ] ma ) il divino Precetto di amare il prossimo come noi stessi3 , e conoscendo , che ninno ama sestesso (!) se non procura la salute eterna della propria anima4 , così non possono non conoscere , che non verrebbono ad osservare l ’ indicato divino Precetto se nel modo loro possibile non procurassero anche del loro5 Prossimo la eterna salvezza .
I medesimi meditando il divino Precetto suindicato non possono non vedere , che se tutti debbono osservarlo esattamente , in modo distinto ne debbono dare anche il buon ’ esempio i Fedeli della
Chiesa Romana , dalla Quale6 si deve diffondere il buon ’ odore de
Gesù Cristo per tutta la terra7 .
Conoscendo ancora gli O [ rato ] ri che nell ’ ordine della carità debbonsi rivolgere le opere della carità cristiana inverso i più bisognosi , fra quali in ordine allo spirito non può negarsi doversi annoverare quei , che sono nelle Parti degl ’ infedeli , Eretici , Sci [ s ] matici , e ognuno che non è nell ’ Ovile di Gesù Cristo8 .
1 La lettera fu già pubblicata nella Raccolta 1,1 Os e nelle OOCC IV 1-3 .
2 Cf . Amoroso 94ss . - Frank II21 s ; 26 . - Pallotti AS 57,2 . -
Schulte III 26s . - Weber 129ss .
3 Cf . Mt 19,19 .
4 Cf . Mt 16,26 .
5 Segue la parola proprio , poi cancellata .
6 La Q maiuscola è una correzione .
7 Cf . II Cor 2,15 .
8 Cf . Io 10,16 .
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