aiutò che la Società minacciata del discioglimento poteva sopravvivere10 11 .
Nel 1837 il colera a Roma , l ’ impegno del Pallotti per le orfane e fanciulle abbandonate , le sue attività per la Pia Casa di Carità nel 1838 , la sua assistenza ai poveri e bisognosi : tutto ciò si rispecchia nelle lettere di questo volume .
Possiamo anche osservare , come il cerchio degli amici e collaboratori si allargava fin dal 1834 . Troviamo ben 66 nomi nuovi che non figurano tra i destinatari del primo volume . Insomma , le lettere ci permettono di convivere con Vincenzo
Pallotti in mezzo ai dettagli della sua vita quotidiana , come ci consiglia un autore francese11 :
I santi non erano contorti , come noi li talora pensiamo .
Erano anche molto liberi ed indipendenti .
II miglior modo per conoscerli è leggere le loro lettere .
L ’ edizione di questo volume segue il metodo spiegato nella
Nota redazionale che , a comodità del lettore , viene un ’ altra volta inserita .
Le lettere sono state di nuovo trascritte dagli originali o dal libro delle Copie autentiche , un lavoro che fu accompagnato dall ’ aiuto generoso e competente di Don Francesco Moccia al quale esprimiamo un cordiale ringraziamento .
Roma , il 6 gennaio 1997 Bruno Bayer S . A . C .
10 “ Gregorio XVI che , mantenermelo il rescritto di soppressione ... permette al
Pallotti di lavorare al progettato Collegio delle Missioni ”( Moccia F ., 5 . Vincenzo Pallotti ... Roma 1963 / 64 , p . non num . 31 ). Vedi la cronologia : agosto 1838 .
11 Pouget Guillaume , Logia , trad . it ., Vicenza 1963 , p . 52 .
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