OCL-Vol.-2 | страница 143

3811
20 luglio 1836 DAL PENSA , P . GIUSEPPE MARIA
Monte Corona
A PALLOTTI VINCENZO , Roma
J . M . J . Deus meus misericordia mea1
Amatissimo Padre mio , e Vero mio Benefattore in G [ esù ] Cristo , D . Vincenzo Pallotti
Mi è impressa indelebilmente nel cuore la multiplice serie de ’ benefi [ z ] i suoi . Ella è stato l ’ Apostolo della mia conversione , che si è servito l ’ Altissimo per sottrarmi dal fango impuro , e nefando di Babilonia , ed ha contribuito direttamente al mio ritiro in questo sacro asilo di contemplazione , ove l ’ anima mia non lorda dalla contaminazione del Mondo medita con sempre nuove lagrime l ’ ineffabile , e trionfante misericordia di Dio verso di me , e l ’ enormità de ’ miei peccati . Debbo però confessare con estremo rossore , che il vecchio uomo mi predomina . A malgrado le celesti ruggiade ( ! ) sempre crescenti , colle quali mi si palesano le verità eterne con prodigiosa chiarezza ; io sono intimamente convinto , non essere ancora Eremita . Un vile amor proprio , ( funesto nemico dell ’ uomo ) ed infiniti vizj ripollulanti imbrattano tutte le mie azioni . Lo spirito maligno mi strazia incessantemente . Sento d ’ altronde per divino beneplacito un vivo , ed ardente desiderio di crocifiggermi colla Vittima Sacratissima del Golgota , e nutro un bisogno assoluto di trasformarmi nel cuore adorabile del Divin Salvatore ... I doveri del mio stato sono sempre inviscati da colpevole tiepidezza , e saranno con duro giudizio puniti dallo Scrutatore Sapientissimo de ’ cuori , e de ’ reni .
In una posizione cotanto lagrimevole forse mi è proibito implorare il soccorso delle sue orazioni ? La di Lei forte premura pel mio ben essere , è forse raffredata ( i )? Figlio invariabilmente riconoscente *
iPs 58,18 .
122