giorni all’ anno, su qualsiasi tipologia di telaio, con una posa semplice, pulita e facilmente replicabile in cantiere. Un ulteriore vantaggio, non trascurabile, è l’ assenza di sostanze nocive: a differenza delle schiume poliuretaniche, il sistema non comporta l’ utilizzo di prodotti contenenti isocianati, evitando quindi l’ emissione di gas potenzialmente dannosi per gli operatori e per l’ ambiente interno.
COME SCEGLIERE IL NASTRO GIUSTO? Occorre scegliere un nastro con un campo di utilizzo corretto per il giunto previsto. Il giunto tra serramento e controtelaio deve essere progettato tenendo conto delle dilatazioni dei materiali e delle dimensioni del serramento. Per esempio, il giunto di uno scorrevole alzante in pvc largo 3 metri sarà diverso da quello dello stesso serramento realizzato in legno, perché i materiali hanno comportamenti dimensionali differenti. Se il giunto previsto fosse, per esempio, di 12 mm, un nastro con campo di utilizzo 4 – 9 mm non lavorerebbe correttamente e non garantirebbe le prestazioni previste. In questo caso sarebbe più indicato un nastro con campo 6 – 15 mm, in grado di lavorare nel range corretto. Per quanto riguarda il nastro BG1 per la sigillatura esterna, nella maggior parte delle applicazioni funziona bene un nastro con campo di utilizzo 3 – 7 mm. Anche la larghezza del nastro deve essere scelta in modo adeguato. Indicativamente:
• 10 o 15 mm per il nastro BG1 esterno
• 25-30 mm per un nastro multifunzione su serramenti con prestazioni standard( per esempio un infisso in pvc da 70 mm con doppio vetro)
• 50-60 mm per serramenti ad alte prestazioni o con vetro triplo.
Casi particolari Negli infissi in alluminio a taglio termico è buona pratica posizionare il nastro in corrispondenza del taglio termico, così da mantenere la continuità della barriera isolante. Nel caso degli scorrevoli alzanti e panoramici, dove i giunti sono molto profondi a causa dei telai spesso da 150-200 millimetri, è preferibile utilizzare due nastri multifunzione da 25-30mm. Una volta definite dimensioni e tipologia del nastro, è fondamentale leggere attentamente le schede tecniche del prodotto. Per un nastro BG1, per esempio, la prima prestazione da verificare è la tenuta alla pioggia battente: personalmente consiglio prodotti con valori almeno di 600 Pa. Successivamente è opportuno controllare:
• la traspirabilità;
• la temperatura di utilizzo;
• la durabilità del materiale.
Nel caso dei nastri multifunzione, valuterei inoltre:
• la trasmittanza termica;
• l’ isolamento acustico;
• il valore Sd, cioè la resistenza alla diffusione del vapore.
Infine, ma non meno importante, sceglierei solo prodotti conformi alla norma UNI 11673, con certificazioni ambientali e sanitarie come EPD, EC1 o EC1 Plus, a tutela sia dei posatori sia dei clienti finali. E guarderei con molta attenzione anche le garanzie offerte dal produttore: personalmente ritengo che per questo tipo di prodotti sia ragionevole aspettarsi una garanzia di almeno dieci anni.
ERRORI COMUNI IN CANTIERE Nonostante il nastro termoespandente sia un prodotto relativamente semplice da utilizzare, in cantiere si riscontrano ancora errori che possono compromettere le prestazioni del giunto di posa. Uno degli errori più frequenti è scegliere un nastro con campo di utilizzo non corretto rispetto alla dimensione del giunto: se il giunto è più grande del range previsto, il nastro non esercita la pressione necessaria e la sigillatura non garantisce le prestazioni. Un altro errore comune è applicare il nastro senza una corretta pulizia del supporto: polvere, residui o intonaci friabili compromettono l’ adesione e l’ efficacia dell’ espansione. Anche la gestione delle giunzioni è spesso sottovalutata: è preferibile evitarle e applicare il nastro a“ U”. Le giunzioni vanno realizzate solo a fine rotolo e preferibilmente nella parte alta del serramento. Un errore frequente riguarda la posa negli angoli: il nastro non va tirato, perché perde capacità di espansione. Va invece mantenuto leggermente“ ricco”, accompagnandolo nella curvatura senza tensionarlo. Infine, è sbagliato tagliare il nastro a filo del serramento: è preferibile lasciarlo leggermente più lungo per garantire continuità della sigillatura.
Giunto con infiltrazioni
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