Nel gennaio del 1912, dopo settimane di marcia estenuante tra ghiaccio, vento e temperature glaciali, Robert Falcon Scott e il suo gruppo raggiunsero finalmente il Polo Sud. Una conquista preparata per mesi e molto attesa soprattutto nel Regno Unito, ma la gioia durò poco poiché non appena sbarcati trovarono davanti a loro una sventolante bandiera norvegese piantata da Roald Amundsen, acerrimo rivale di Scott, arrivato lì 33 giorni prima. Per Scott e i suoi uomini fu un colpo durissimo e, una volta compresa la sconfitta, decisero di rientrare in patria. Tuttavia, oltre ad essere delusi, demoralizzati, esausti, si rivelarono anche impreparati a un rientro così lungo e duro e non ce la fecero. Tutti i componenti dell’ equipaggio morirono nel viaggio di ritorno, a pochi chilometri da un deposito di rifornimenti. I loro corpi furono ritrovati mesi dopo, accanto a un diario dettagliato che ancora oggi viene studiato come un caso di scuola di errore gestionale fatale.
QUANDO IL CORAGGIO NON BASTA: LA SPEDIZIONE DI SCOTT Robert Falcon Scott non era un incapace, bensì un ufficiale brillante, carismatico, dotato di grande cultura e senso del dovere. Il suo grande errore fu quello di prendere decisioni sbagliate: non definì un obiettivo operativo condiviso, non ascoltò i consigli degli esperti sulla scelta dell’ abbigliamento e delle razioni alimentari, e decise di usare tre diversi sistemi di trasporto( slitte meccaniche pesanti, pony della Manciuria e cani da slitta), con il risultato di disperdere energie e mezzi. Ma soprattutto, non diede mai chiarezza nei ruoli e nei compiti: i suoi uomini si fidavano di lui, ma non avevano una visione d’ insieme.”
LA FORZA DELLA PREPARAZIONE: LA SPEDIZIONE NORVEGESE Amundsen, il rivale norvegese, al contrario vinse principalmente per un solo motivo: la sua capacità organizzativa, essenziale e soprattutto condivisa. Addestrò gli uomini per mesi, dando loro compiti chiari e pragmatici, li delegò a prendere decisioni semplici ed efficaci, e puntò su un solo sistema di trasporto, cioè i cani da slitta. Il successo della spedizione norvegese fu netto e senza perdite umane, grazie soprattutto a una comunicazione perfetta tra tutti i membri della spedizione.
FUORI DALLA FINESTRA
Una nuova rubrica che ci spinge a guardare oltre i nostri abituali confini, per trarre spunti di riflessione da altri mondi e provare a delineare il futuro del comparto serramenti, senza porci limiti.
SCOTT, AMUNDSEN E LA GESTIONE NEI SERRAMENTI: LA VITTORIA È NEL COORDINAMENTO Questa storia può sembrare lontana dal mondo del serramento, ma non lo è affatto. Molte volte abbiamo visto aziende con grandi idee, importanti competenze, buoni prodotti, ottime persone, ma che si perdono per strada perché non esiste una vera gestione delle persone. Tutti noi abbiamo incrociato commerciali bravissimi a vendere promesse impossibili da mantenere, tecnici che progettano soluzioni geniali, ma difficili da realizzare o squadre di posa ferme perché in magazzino non hanno preparato i materiali giusti. La verità è che non si perde per colpa delle persone, ma per la mancanza di direzione e coordinamento. Come Robert Falcon Scott, molte aziende si affidano al carisma, alla motivazione, alla buona volontà. Ma quando arriva il“ freddo”- nel nostro caso ritardi, errori, problematiche da affrontare- la squadra si disgrega. In questi casi manca una guida, un obiettivo. È necessario che ogni componente della“ squadra” sappia esattamente qual è il proprio ruolo nel raggiungerlo. Nelle aziende che funzionano, chi posa sa chi ha venduto, spesso con quali condizioni; si è confrontato con il progettista ed è a conoscenza di cosa il cliente si aspetta. Una buona gestione delle persone non significa solo distribuire le attività- spesso confuse con il concetto di delega- ma far sentire ogni risorsa parte di un sistema che funziona, non una pedina isolata. In fondo, Scott e Amundsen volevano entrambi la stessa cosa: raggiungere il Polo Sud. Ma solo uno ha capito che non bastava avere una meta: serviva costruire la strada insieme.
LA SOLUZIONE OGGI: STRUMENTI E COORDINAMENTO La buona notizia è che oggi, 113 anni dopo la conquista del Polo Sud, abbiamo strumenti che ci aiutano a coordinare le persone. Dopo l’ assegnazione delle priorità e dei ruoli, le risorse possono essere coordinate attraverso l’ utilizzo di piattaforme collaborative. Molti hanno iniziato a usare Trello, Asana, Notion o Teams, ma ce ne sono alcune dedicate proprio a piccole realtà, tipiche del settore dei serramenti, come Awork, una piattaforma agile tedesca che unisce pianificazione e coordinamento visivo per le imprese che gestiscono installazioni e cantieri. Perché nel nostro settore, come tra i ghiacci, non si vince solo con la forza o con le idee: si vince con una squadra che cammina compatta, con uno scopo chiaro, una rotta condivisa e uno strumento per coordinarsi. Scott ha lasciato una lezione importante: nessuna impresa, nessun cantiere, nessun mercato perdona l’ assenza di coordinamento. Meglio impararlo prima, che a pochi chilometri dall’ arrivo.
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