NUOVA FINESTRA Gennaio 2026 | Page 81

Nel nostro mondo del serramento, ogni anno che inizia, lo possiamo paragonare a quando togli la pellicola protettiva da un vetro appena posato. Il serramento è già installato nel foro, fissato, schiumato e regolato, eppure, finché non stacchi quella pellicola azzurrina, non capisci davvero che luce farà. Il 2026, come tutti gli anni precedenti, è esattamente questo: un anno che non deve essere costruito da zero, ma che permette finalmente di vedere con più chiarezza ciò che la filiera ha messo in cantiere negli ultimi tempi, spesso senza neppure accorgersene.
DAL PRONTO RITIRO ALLA PROGETTAZIONE CONSAPEVOLE Fino a poco tempo fa, i bonus dominavano il mercato e la sensazione era quella di correre dietro agli ordini come in un magazzino in eterno“ pronto ritiro”. Oggi lo scenario è diverso: il telefono squilla un po’ meno, ma le richieste sono più strutturate. Non si cerca solo“ una finestra nuova”, ma“ serve un involucro che risponda a determinate caratteristiche e performance, che consumi meno, che isoli meglio, che faccia entrare luce senza trasformare il soggiorno in una serra”. E qui sta il lato positivo dell’ inizio anno: il settore sta uscendo dall’ idea di sostituzione episodica per entrare nella logica dei cicli lunghi, dove il serramento non è un accessorio ma una decisione energetica e architettonica. I produttori lo hanno capito: chi lavora con l’ alluminio ha iniziato a parlare, senza troppi slogan, di contenuto di riciclato, impronta di CO 2, verniciature a lunga durata, mentre il pvc oggi non è valutato solo per l’ economicità, ma per stabilità, riciclabilità e coerenza con i CAM. Il legno e il legno-alluminio hanno smesso di essere un vezzo estetico per tornare a giocare la carta della matericità, del comfort percepito, delle certificazioni forestali. Il vetro, poi, doppio e triplo, selettivo mirato alla nostra latitudine, stratificato acustico per città rumorose, di sicurezza che non rinuncia alla trasparenza, con schermature integrate per il surriscaldamento estivo. L’ inizio del 2026 porta con sé un fatto semplice ma potente: la combinazione giusta di vetro e schermatura, oggi, fa più differenza di qualunque catalogo patinato. Ed è uno spazio enorme di gioco per progettisti, serramentisti, consulenti energetici capaci di dialogare tra loro senza difendere il proprio orticello.
FUORI DALLA FINESTRA
Una rubrica che ci spinge a guardare oltre i nostri abituali confini, per trarre spunti di riflessione da altri mondi e provare a delineare il futuro del comparto serramenti, senza porci limiti.
FILIERA IN EVOLUZIONE: SHOWROOM, CONFIGURATORI E FORMAZIONE Sul fronte della filiera, l’ ottimismo non è solo di speranza, ma nasce dall’ osservazione di ciò che sembra stia iniziando a cambiare. Showroom che diventano luoghi dove si testano le finestre, non solo dove si confrontano i prezzi al metro quadro, aziende che investono in configuratori capaci di dialogare con il progettista e con il cliente finale, mostrando in tempo reale come cambiano trasmittanza, fattore solare, estetica del prospetto se si passa da un sistema in pvc a uno in alluminio a taglio termico o a un legno-alluminio. Formazione che non è più il corso una tantum sul nuovo sistema, ma percorsi veri su posa avanzata, normative europee, acustica, sostenibilità.
LA FINESTRA CHE PENSA: L’ AI ENTRA IN SCENA Sullo sfondo entra, quasi in punta di piedi, ma con un impatto concreto, l’ intelligenza artificiale. Per ora niente robot invasori, ma strumenti utili: algoritmi che ottimizzano i tagli di barra per ridurre gli sfridi; modelli che suggeriscono la combinazione più efficiente di profilo, vetro e ferramenta in base al contesto climatico; sistemi che, leggendo i dati dei sensori integrati, segnalano quando una finestra inizia a chiudere male o a perdere tenuta, prima che il cliente se ne accorga. All’ inizio del 2026 l’ AI è ancora pionieristica, ma la direzione è chiara: la finestra non è più un oggetto statico, ma un elemento capace di dialogare con chi la progetta, la manutiene e la abita.
MERCATO STABILE, NUOVE PROSPETTIVE PER IL SETTORE Anche sul mercato, l’ anno non parte con fuochi d’ artificio, ma con un realismo meno drammatico di quanto si cerchi di raccontare. Il residenziale puro si è normalizzato dopo gli eccessi, ma si aprono fronti più solidi: riqualificazioni profonde di condomìni, interventi su scuole e strutture sanitarie, nuovi complessi direzionali dove il tema facciata è centrale. Chi saprà presentarsi non solo come venditore di serramenti, ma come partner per progettare qualcosa di attuale e coerente dell’ edificio, avrà carne al fuoco per molti anni, al di là delle mode fiscali. In fondo, la prospettiva positiva del futuro sta proprio nella finestra che smette di essere il punto debole dell’ involucro per diventare il punto in cui il settore può dimostrare di valere di più.
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