NUOVA FINESTRA Febbario 2026 | Page 81

Tra dieci anni, gli edifici per uffici potrebbero cambiare volto: niente più tende abbassate a metà, niente vetri che d’ e- state trasformano le stanze in serre. Le facciate vetrate si scuriscono da sole quando il sole picchia, si schiariscono con il cielo coperto, e nel frattempo accumulano elettricità per alimentare sensori, schermature, persino una parte dell’ illuminazione. Questa scena non arriva da un render visionario, ma da ciò che è uscito da un laboratorio di Bengaluru, nel sud dell’ India, dove una lastra di vetro apparentemente anonima cambia colore per filtrare luce e calore e, allo stesso tempo, accumula energia elettrica come una piccola batteria. È una finestra elettrocromica basata su materiali più accessibili dei classici ossidi nobili, già in uso, capace di modulare la radiazione solare e mantenere prestazioni stabili dopo migliaia di cicli. Non è solo un risultato da rivista scientifica, ma è il segnale che la finestra sta uscendo dalla categoria dei componenti passivi per entrare in quella dei dispositivi energetici dell’ edificio.
IL FUTURO DEL VETRO NEGLI EDIFICI In parallelo, la rivoluzione delle celle solari semitrasparenti, soprattutto a base di perovskiti, sta rimettendo in discussione il ruolo del vetro in facciata. Non più semplice lastra neutra, ma superficie attiva che filtra, genera, regola e i prototipi più avanzati iniziano a coniugare rendimenti a doppia cifra con una trasparenza accettabile per uffici e residenziale, aprendo la porta a facciata continua e sistemi a montanti e traversi che producono energia senza rinunciare alla luce naturale. È l’ inizio di una nuova stagione, cioè quella dove il serramento è parte di un organismo, l’ edificio, che reagisce all’ ambiente esterno. Su questo sfondo si innesta un quadro normativo che non lascia molti margini di fuga, visto che la Direttiva Case Green spinge verso edifici a emissioni zero, con scadenze chiare per nuove costruzioni e riqualificazioni profonde. In pratica: meno kWh assorbiti dagli impianti, più energia prodotta in sito, involucro chiamato a fare molto più del mero isolamento. In questo contesto, continuare a ragionare di finestra solo in termini di Uw significa guardare nello specchietto retrovisore e continuare a fare quello che abbiamo fatto finora.
SFIDE E OPPORTUNITÀ Per i produttori questo cambio di prospettiva è tutt’ altro che teorico. Una finestra che si oscura, dialoga con i sensori, accumula energia o integra celle fotovoltaiche non è una variante di listino, ma è un componente da valorizzare e offrire. Non basta più progettare camere e guarnizioni, ma bisogna maneggiare coating funzionali, interfacce elettriche, compatibilità tra vetro attivo e telai in alluminio, pvc o legno, percorsi di cablaggio che non creino nuovi ponti termici. Chi sviluppa sistemi dovrà sedersi allo stesso tavolo di vetrai, elettronici e sviluppatori di software di controllo. Anche a valle, il mestiere potrebbe cambiare nuovamente perché il serramentista non può restare semplice conteggiatore e misuratore di fori che confronta capitolati sulla base di Uw e scontistica. Dovrà saper spiegare a un progettista come un vetro dinamico riduce i carichi estivi, come si integra con un impianto di regolazione automatica, quali limiti ha in termini di manutenzione e cicli di commutazione. E dovrà assumersi una responsabilità nuova: tradurre questa complessità in offerte comprensibili per il committente finale, senza ridurla a gadget di lusso.
POSA E GESTIONE: IL SERRAMENTO DIVENTA IMPIANTO La posa, poi, sarà un punto nevralgico perché il giunto non sarà più solo il luogo dove si giocherà la tenuta all’ aria e all’ acqua, ma il passaggio obbligato di cavi, segnali, componenti sensibili. Un errore non significherà solo spifferi o condensa, ma malfunzionamenti e black-out di porzioni di facciata. Chi posa serramenti attivi dovrà ragionare come chi installa un impianto: verifiche, protocolli, interfaccia con gli altri impiantisti di cantiere.
FILIERE E STRATEGIA: IL SERRAMENTO COME TECNOLOGIA ENERGETICA Sullo sfondo, infine, c’ è la partita delle filiere: perovskiti, ossidi avanzati, terre rare, elettronica di potenza perché la finestra che produce o accumula energia entra a pieno titolo nelle tecnologie strategiche, esposte a dazi, colli di bottiglia, politiche industriali aggressive. Decidere oggi di sviluppare una gamma attiva significa anche scegliere partner, aree geografiche, livelli di dipendenza da fornitori extra-UE. In sintesi, la domanda è meno tecnica di quanto sembri: il settore del serramento vuole restare fornitore di componenti o, visto che ci sarà questa incredibile opportunità, diventare attore dell’ involucro energetico? Nel primo caso, si limiterà a montare soluzioni concepite da altri, giocando la partita su prezzo e tempi. Nel secondo, dovrà investire in ricerca applicata, prototipi di facciate attive, alleanze con progettisti e impiantisti. Dopo la stagione degli incentivi, che ha gonfiato i numeri senza cambiare davvero il mestiere, la vera selezione la farà l’ innovazione. Nell’ edificio del 2035, la finestra non sarà quella con il miglior Uw sulla carta, ma quella che ogni giorno contribuisce, in modo misurabile, a far risparmiare, produrre e governare energia. Chi saprà intercettare per tempo questa traiettoria si troverà, quasi senza accorgersene, a fare un lavoro diverso da quello che chiamiamo oggi vendere infissi.
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