L’ autore
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Ug pari a 0,6 W / m 2 K: il serramento risulterebbe fortemente sovradimensionato rispetto al resto dell’ involucro, senza benefici reali sul bilancio energetico complessivo. Al contrario, in edifici con involucro ben isolato, per esempio con pareti aventi una trasmittanza dell’ ordine di 0,25 W / m 2 K, diventa sensato prendere in considerazione l’ utilizzo di un vetro triplo con Ug pari a 0,6 W / m 2 K, oppure, in alternativa, di un vetro sottovuoto. In questa fase è fondamentale mettere sul piatto tutte le esigenze del cliente, valutandole nel loro insieme:
• Sicurezza antieffrazione: se questo è l’ aspetto prioritario, può essere necessario sacrificare parte della prestazione termica per installare vetri stratificati di sicurezza o blindati, che abbinati a un vetro triplo possono comportare pesi elevati e un incremento dell’ effetto cromatico“ verdone”.
• Luminosità: quando la luminosità è l’ esigenza principale, è preferibile orientarsi verso un vetro doppio, oppure, se il budget lo consente, verso un vetro triplo con lastre extrachiare, per limitare la perdita di trasmissione luminosa.
• Isolamento acustico: un vetro doppio correttamente progettato, con spessori differenziati e intercalari acustici, può già offrire ottime prestazioni. Tuttavia, una vetrata tripla consente di raggiungere risultati ancora più elevati in termini di abbattimento acustico.
• Panoramicità: in presenza di viste particolarmente pregiate, un vetro doppio extrachiaro garantisce il massimo appagamento visivo grazie a minori riflessioni interne, maggiore trasparenza e una resa cromatica dei colori più fedele.
• Integrazione di schermature solari: Quando si utilizzano schermature integrate nel vetrocamera, il vetro triplo consente di collocare la schermatura nella camera esterna, ottenendo risultati migliori sia dal punto di vista funzionale che energetico.
ZONA CLIMATICA F Nella zona climatica più rigida( zona F), nella pratica progettuale, è necessario ricorrere al vetro triplo, poiché il solo doppio vetro non consente di rispettare i requisiti minimi di trasmittanza imposti dalla normativa vigente per l’ involucro edilizio. Non prendo in considerazione i vetri doppi con trasmittanza dichiarata pari a 0,9 W / m 2 K, in quanto li considero una soluzione di compromesso, ottenuta forzando al limite una tecnologia basata sull’ abbinamento di coating basso emissivo magnetronico e coating pirolitico. Dal punto di vista tecnico non rappresentano una reale alternativa al vetro triplo, ma piuttosto una scorciatoia progettuale, scelta per rientrare nei limiti di legge sacrificando la luminosità del vetro al solo fine di ottenere un miglioramen-
L’ autore
William Bisacchi, serramentista da oltre trent’ anni, titolare dell’ azienda Bisacchi Bruno & C è diventato una figura di riferimento nel panorama della serramentistica nazionale. È Esperto Casaclima Junior posatore caposquadra di massimo livello( EQF-4) secondo la norma UNI 11673-2 e fa parte del consiglio direttivo dell’ associazione Unicmi. Gestisce uno dei blog di settore più seguiti, ha scritto una guida e un libro e da quasi 10 anni scrive su riviste tecniche. Dopo la lunga esperienza su ShowRoom Porte & Finestre inaugura questa rubrica su Nuova Finestra.
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