do tutto ciò che possono, soprattutto nei grattacieli di Tokyo dove i robot installano porzioni di facciata riducendo tempi, errori e rischi. Oppure a Singapore, dove le rigide norme sul rumore hanno costretto le aziende a sperimentare macchine capaci di operare quasi in silenzio. O spostandoci negli Stati Uniti, l’ incontro tra Boston Dynamics e Trimble ha dato vita a sistemi capaci di mappare un edificio con precisione millimetrica o infine, tornando in Oriente, in Cina interi quartieri vengono costruiti con cicli continui di giorno e di notte, senza distinzioni.
IL NUOVO RUOLO DEL SERRAMENTO All’ interno di questo contesto internazionale sta prendendo forma un nuovo capitolo che riguarda da vicino anche il nostro settore: il ruolo del serramento in un mondo che non si ferma mai. Sul campo si stanno già vedendo i primi robot in grado di effettuare rilievi millimetrici attraverso scanner laser che creano copie digitali perfette dell’ apertura e dove non c’ è spazio per gli errori perché la tecnologia individua subito pareti fuori squadro, deformazioni, disallineamenti. Per esempio, in Corea e Giappone si testano da tempo macchine capaci di montare telai e facciate con una precisione che nessuna mano umana può garantire, calibrando automaticamente ogni movimento in base alla reale geometria del muro. Allo stesso tempo, piccoli droni volano attorno ai piani alti degli edifici registrando fughe, microfessure, punti di infiltrazione o dispersioni termiche, generando report immediati e accurati. Però c’ è da dire che anche il lavoro umano si sta evolvendo poiché in diversi paesi europei e negli Stati Uniti, gli installatori utilizzano già esoscheletri che alleggeriscono la movimentazione dei vetri più pesanti. E in questo caso il ruolo dell’ uomo si trasforma perché chi lavora sul campo non è più un operaio che fatica con il peso della ferramenta, ma un supervisore che guida un processo assistito, un tecnico che controlla, affina, verifica.
UN MODO DIVERSO DI COSTRUIRE Tutto questo ha un impatto enorme sul serramento perché da semplice componente architettonico diventa parte di un flusso industriale ed anche la progettazione cambia, perché i robot richiedono precisione, modularità, ripetibilità. Come cambierà ovviamente anche la posa perché sarà parte di un processo continuo che inizia con il rilievo digitale, continua con il montaggio assistito e termina con la verifica eseguita da sensori e sistemi di controllo e non ci sarà più spazio per varianti estemporanee o per misure“ aggiustate” sul momento. Ma perché i robot potrebbero lavorare di notte? Perché la notte è il momento ideale visto che non ci sono altre squadre che si muovono in cantiere, non ci sono interferenze, i livelli di
FUORI DALLA FINESTRA
Una rubrica che ci spinge a guardare oltre i nostri abituali confini, per trarre spunti di riflessione da altri mondi e provare a delineare il futuro del comparto serramenti, senza porci limiti.
rumore sono minimi e tutto può procedere con una linearità che di giorno sarebbe impossibile. La differenza con il passato potrebbe essere abissale perché il cantiere diventerebbe una“ fabbrica” dove ogni elemento si muoverebbe secondo un file digitale che stabilisce tempi, azioni, priorità, senza una caotica improvvisazione, senza rallentamenti e con una totale assenza della variabile della stanchezza.
UN CAMBIAMENTO INEVITABILE Nella nostra Europa non sarebbe tutto così semplice perché, ad esempio l’ Italia, ma anche gli altri paesi europei, i cantieri sono spesso disordinati, irregolari, pieni di imprevisti e di deroghe e le normative sono quasi sempre lente ad adattarsi. Guardando avanti, però, lo scenario comincia a delinearsi in modo abbastanza chiaro e potremmo assistere a cantieri che non dormono mai, dove il giorno verrebbe dedicato alla supervisione, alle rifiniture, ai controlli finali, al rapporto con il cliente, mentre la notte sarà riservata ai robot, che monteranno, verificheranno e sistemeranno. La posa diventerà una disciplina mista, dove l’ intelligenza umana guida e interpreta, mentre la macchina esegue con precisione. E quale sarà il ruolo del serramentista in un mondo così? Non più quello del semplice installatore o del venditore di prodotto, ma quello del coordinatore di un processo complesso, di un flusso che unisce progettazione digitale, logistica intelligente, rilievo automatizzato, montaggio evoluto e magari anche manutenzione predittiva. Secondo una recente ricerca di Morgan Stanley, entro il 2050 potrebbero esserci oltre un miliardo di robot umanoidi operativi nel mondo, impiegati per oltre il 90 % in ambiti industriali e commerciali. Il cantiere invisibile è già realtà in molte parti del mondo, quindi non è una visione futuristica, ma è un’ evoluzione silenziosa, concreta, inevitabile. La domanda non è quando arriverà anche da noi, ma se il nostro settore sarà pronto ad accoglierlo come protagonista o se lo subirà come spettatore. Perché le rivoluzioni più profonde sono sempre quelle che accadono lontano dagli occhi, in silenzio, e una di queste, da qualche parte del pianeta, sta già installando una finestra mentre noi dormiamo. Chi saprà leggere questo cambiamento potrà cavalcarlo, mentre chi invece resterà legato all’ idea che una finestra si installa come dieci anni fa, rischierà di essere travolto.
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