NUOVA FINESTRA Aprile 2026 | Page 78

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NODO CRITICO

William Bisacchi
Il lato oscuro del controtelaio: il punto più vulnerabile del sistema finestra-muratura dove nascono ponti termici, condensa e muffe e dove una progettazione corretta del quarto lato diventa decisiva per comfort, durabilità ed efficienza energetica
Quando penso al quarto lato del controtelaio mi viene sempre in mente il“ lato oscuro della forza” della saga di Star Wars. Perché anche la finestra migliore del mondo- una ipotetica finestra“ Jedi”- se installata su un controtelaio privo del quarto lato, può trasformarsi in una finestra problematica, destinata a generare condensa, muffa e dispersioni energetiche. La metafora è suggestiva, ma il tema è estremamente concreto. Il quarto lato non è un accessorio del controtelaio: è uno dei nodi più delicati dell’ intero sistema serramento – muratura. Ed è spesso proprio lì che nascono i problemi.
IL NODO INFERIORE: IL PUNTO PIÙ DEBOLE DEL FORO FINESTRA La parte inferiore del foro finestra è quasi sempre interessata dalla presenza di soglie o bancali realizzati in materiali ad alta conducibilità termica: marmo, granito, pietra naturale, talvolta alluminio o acciaio inox. Si tratta di materiali strutturalmente validi e spesso esteticamente richiesti, ma dal punto di vista termico estremamente penalizzanti. Quando il bancale è passante e non correttamente interrotto, si crea una continuità tra esterno e interno che genera un ponte termico lineare significativo. La conseguenza è un abbassamento della temperatura superficiale interna in corrispondenza della traversa inferiore del serramento. Se tale temperatura scende sotto il punto di rugiada dell’ aria interna, la condensa è inevitabile.
Nelle zone climatiche E e F il problema diventa ancora più evidente. Nei mesi invernali non è raro avere un delta termico di 20 ° C tra interno ed esterno. In queste condizioni un marmo passante non isolato lavora come un dissipatore di freddo.
CONDENSA: UNA QUESTIONE DI FISICA Prendiamo un caso semplice. Internamente abbiamo 20 ° C con un’ umidità relativa del 60 %. Il punto di rugiada è circa 12 ° C. Tutte le superfici che scendono sotto questa temperatura iniziano a condensare. Se l’ umidità sale al 65 %, il punto di rugiada si porta a circa 13,2 ° C. Questo significa che basta un piccolo aumento dell’ u- midità interna- dovuto a cottura dei cibi, docce, presenza di persone- per aumentare sensibilmente il rischio. Per evitare il problema si dovrebbe mantenere l’ umidità interna attorno al 40 %, con un punto di rugiada di circa 6 ° C. Ma realisticamente, quante abitazioni riescono a mantenere stabilmente questi valori in inverno? In presenza di una soglia passante, la temperatura superficiale interna può facilmente scendere sotto i 10 ° C quando all’ esterno siamo prossimi allo zero. A quel punto la condensa non è un’ eventualità: è una conseguenza matematica.
MUFFA: NON SERVE LA GOCCIA VISIBILE La muffa rappresenta la seconda criticità. Ed è importante
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