NUOVA FINESTRA Aprile 2026 | Seite 67

CAM Edilizia 2026
CAM Edilizia 2026
2025 con CFP organizzato da Axcolta in occasione di Caseitaly.“ Si dovrà progettare l’ intero ciclo di vita dell’ opera, non solo il cantiere”. Il decreto, approvato il 24 novembre 2025, porta l’ Italia dentro gli obiettivi europei del 2030 e del 2050, quelli che chiedono di abbattere le emissioni, usare meno materiale, consumare meno energia e ragionare in ottica di economia circolare. Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non è più un optional, è un requisito giuridico.
PUBBLICO E PRIVATO CON LE STESSE REGOLE La novità più forte, e più discussa, è l’ estensione dell’ obbligo dei CAM anche ai privati che realizzano opere di urbanizzazione a scomputo. Caserio lo ha ribadito con forza:“ È la prima volta che chi costruisce un pezzo di città da consegnare al pubblico deve rispettare le stesse regole del pubblico. Si chiude la stagione delle scorciatoie”. Questo significa che i criteri ambientali( materiali tracciati, durabilità, smontabilità, contenuto di riciclato, prestazioni verificate) valgono per tutti, senza distinzione.
PROGETTARE 100 ANNI IN ANTICIPO La vera rivoluzione, però, è nel metodo. I CAM 2026 impongono ai progettisti di progettare il ciclo di vita dell’ opera, prevedendo fin dal primo disegno energia grigia, energia in esercizio, manutenzioni future, sostituzioni e perfino ciò che accadrà quando l’ edificio verrà smontato.“ Non basta più fare un edificio efficiente- ha spiegato Caserio-. Bisogna dimostrare come impatterà sul pianeta lungo tutto il suo percorso, dai materiali estratti fino alla dismissione, che dovrà garantire almeno l’ 80 % di recupero”. È un ribaltamento culturale: i materiali sono depositi temporanei di materia, destinati a rientrare nel ciclo produttivo. Per la prima volta, inoltre, chi lavora nei cantieri deve dimostrare di conoscere i CAM: capisquadra, preposti e figure di coordinamento non potranno entrare in cantiere senza un attestato di formazione specifico. Una rivoluzione silenziosa, ma potentissima.
E I SERRAMENTI? LA SFIDA DEL NUOVO Un capitolo decisivo riguarda i serramenti, oggi tra gli elementi più impattanti dell’ involucro edilizio. Il nuovo CAM introduce requisiti più stringenti su:
• contenuto di riciclato e tracciabilità dei materiali,
• durabilità certificata,
• requisiti energetici e acustici più severi,
• DAP( Dichiarazioni Ambientali di Prodotto) o equivalenti,
• disassemblabilità per il fine vita,
• minore energia grigia nelle fasi produttive. In altre parole, il serramento non è più un componente da scegliere solo per estetica o prestazione termica: diventa un elemento strategico nel bilancio ambientale complessivo dell’ edificio.
Le novità essenziali
• In vigore dal 2 febbraio 2026: cambia il modo di progettare e costruire in Italia.
• Obbligatorio per tutte le opere pubbliche e per i privati che realizzano urbanizzazioni a scomputo.
• Progettazione sul ciclo di vita: dall’ energia grigia all’ energia gestionale, fino al fine vita dell’ opera.
• Almeno l’ 80 % dei materiali deve essere recuperabile, riciclabile o riutilizzabile.
• Relazione CAM obbligatoria a fine lavori da parte dell’ impresa.
• Formazione CAM per preposti e capisquadra, richiesta prima dell’ ingresso in cantiere.
• Fine dell’ edificio standard: ogni progetto deve dimostrare qualità ambientale coerente con gli obiettivi UE 2030 – 2050.
UN PAESE SENZA MODELLO E CON TERRITORI FRAGILI Il nuovo CAM arriva in un’ Italia che fotografa un ritardo evidente nelle sue stesse infrastrutture. Quasi il 48 % dei depuratori non funziona a standard adeguati. Le periferie, da Milano a Napoli, appaiono come territori indefiniti, né città né campagna, un mosaico disomogeneo cresciuto senza una visione ecosistemica.“ Negli ultimi decenni abbiamo costruito troppo e progettato poco- ha osservato Caserio-. Non esiste più il fabbricato modello perché non esiste più un territorio modello”. Il CAM diventa così prima di tutto uno strumento culturale: costringe a guardare vento, sole, ombre, microclima, verde, acqua, consumi, manutenzioni, clima futuro. E costringe a farlo prima, non dopo.
UNA NUOVA IDEA DI CITTÀ Per molti, il CAM 2026 segna l’ inizio di una nuova stagione.“ L’ architettura dovrà tornare a dialogare con la natura” spiegano i docenti di bioclimatica. Significa pensare edifici che respirano, che consumano meno perché sono pensati meglio, che sfruttano il sole quando serve e lo evitano quando scalda troppo. Prefabbricazione, materiali rinnovabili, legno strutturale, sistemi industrializzati entrano stabilmente nella cassetta degli attrezzi dell’ edilizia italiana. Non per moda, ma per necessità.“ È un’ enorme occasione per fare finalmente qualità- ha sottolineato Caserio-. Un Paese che ha metà dei depuratori in difficoltà non può più permettersi edilizia improvvisata”.
UNA RIVOLUZIONE INEVITABILE Il giorno dell’ entrata in vigore del nuovo CAM segna un punto di non ritorno. Da oggi progettare un edificio significa assumersi una responsabilità ambientale verificabile: rispondere, tra cinque, dieci, vent’ anni, di ciò che quell’ edificio consumerà, dei suoi materiali, dei suoi rifiuti futuri, delle sue emissioni. È una rivoluzione silenziosa, ma epocale. E, come ricorda Caserio, anche necessaria:“ Non potevamo continuare a costruire per l’ oggi. Era ora di cominciare a costruire per il domani”.
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