NUOVA FINESTRA Aprile 2026 | Page 57

Il progettista
Il progettista
EFA Studio di Architettura è stato fondato nel 1990. Fin dalle origini, l’ affiancamento dell’ attività teorica alla pratica progettuale ne ha contraddistinto l’ identità e il percorso nel tempo. All’ attività professionale si integra infatti quella di ricerca: un connubio che consente una costante verifica e un’ approfondita indagine del fenomeno architettonico e costruttivo. In particolare, paesaggio, sviluppo sostenibile e innovazione tecnologica rappresentano i principali ambiti di confronto del metodo progettuale, applicato alla complessità dei luoghi, degli spazi e dei fenomeni contemporanei. Lo studio affronta i temi della città e dei suoi territori molteplici, delle architetture che li compongono e delle tecnologie che ne accompagnano l’ evoluzione, esplorandoli nella loro duplice dimensione: da un lato quella funzionale e prestazionale, dall’ altro quella morfologico-compositiva. della volumetria. La scansione verticale delle facciate conferisce tensione perimetrale continua, enfatizzata da chiaroscuri, contrasti, giunzioni e modularità delle partiture. Il ritmo regolare delle superfici diventa espressione di linguaggio architettonico tecnico, manifestando la natura tecnologica e produttiva dell’ edificio, integrato in un campus aziendale orientato all’ innovazione. La facciata è interfaccia performativa tra processi interni e contesto esterno, comunicando solidità, precisione e avanzamento tecnologico. Un’ architettura orizzontale, della velocità, plasmata al trascorrere del tempo e del movimento delle persone, nei luoghi padani che rimandano a storie d’ acqua e immagini magiche della nota filmografia.
LE SCELTE EFFETTUATE PER L’ INVOLUCRO Dal punto di vista tecnico, l’ involucro di facciata si configura come un sistema composito e stratificato, articolato in più soluzioni di rivestimento calibrate in funzione delle diverse esigenze prestazionali e funzionali interne all’ edificio. Al piano terra prevale un tamponamento opaco realizzato mediante pannelli sandwich in acciaio zincato con anima isolante in lana di roccia, soluzione che garantisce elevati livelli di isolamento termoacustico e di resistenza al fuoco. La finitura esterna in lamiera liscia colore RAL 7021 contribuisce alla continuità cromatica del complesso, mentre la scelta di limitare le superfici trasparenti risponde alla necessità di proteggere e isolare gli ambienti destinati ai test impiantistici, caratterizzati da condizioni operative specifiche. A integrazione e completamento dell’ involucro, un sistema di doghe in alluminio microforato piegate a“ C”, verniciate e intelaiate lungo tutto il perimetro mediante profili ad“ L”, definisce una seconda pelle continua. Le doghe sono fissate a una sottostruttura in acciaio sottofondata, realizzata con micropali, che consente di rivestire anche il Centro Ricerche esistente, ponendolo in diretta continuità visiva e materica con il nuovo edificio.
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