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taleoni- le porte, così come gli infissi, sono prodotti molto particolari, difficilmente si riescono a comprare online. Il canale principale resta quello dei rivenditori, sempre più orientati a offrire un servizio completo: dalla consulenza alla posa qualificata, fino all’ assistenza post-vendita. L’ utente finale apprezza moltissimo il fatto di poter essere seguito, anche nella fase successiva all’ acquisto, da parte di personale qualificato e competente”.“ La personalizzazione è sempre più richiesta, specialmente dai professionisti, e noi abbiamo risposto con soluzioni su misura”, dichiara Alex Mirto, Bertolotto Porte.“ Dal 2020 abbiamo lanciato una piattaforma B2B dedicata a un canale distributivo specifico, mentre per i prodotti in vetro e alluminio abbiamo sviluppato un configuratore 3D che facilita la vendita ai nostri rivenditori. Contestualmente abbiamo intrapreso una transizione digitale che, ne siamo certi, rivoluzionerà il modo di acquistare le porte”. Un approccio analogo è quello di Nusco che sta puntando su una gestione sempre più integrata e digitale.“ Nel 2025 abbiamo lanciato un progetto di CRM avanzato- spiega Nello Lucio- per offrire un’ esperienza cliente personalizzata, migliorare il supporto post-vendita e potenziare la gestione della rete franchising e dei rivenditori. Barausse ha intrapreso un ambizioso piano di riposizionamento che l’ ha vista protagonista nel segmento dell’ arredo custom di fascia alta.“ Pur mantenendo una solida presenza nel 2025 con l’ inaugurazione di 10 nuovi showroom nel mondo, l’ azienda è sempre più coinvolta in importanti progetti contract internazionali- osserva Elisa Barausse-. Oggi più che mai, è fondamentale essere capillare e offrire una presenza solida e affidabile e un servizio che parta dalla progettazione tailor made e si estenda a un’ assistenza postvendita qualificata che ci distingue da sempre”.
LE SFIDE DEL SETTORE Il settore delle porte interne si confronta oggi con un contesto economico complesso tra rincari delle materie prime, concorrenza internazionale e trasformazioni nei modelli di consumo. Le aziende rispondono con strategie differenti, ma accomunate dalla necessità di adattarsi e innovare. GD Dorigo evidenzia come l’ aumento dei costi- non solo delle materie prime, ma anche dell’ energia, dei trasporti e normative- stia mettendo a dura prova gli equilibri aziendali.“ Ci troviamo a gestire un equilibrio sempre più difficile tra l’ adeguamento dei prezzi ai costi crescenti e la tutela delle opportunità di business per la nostra rete distributiva”, spiega Rodolfo Filippetti.“ Gestire questo equilibrio sta diventando sempre più difficile, dal momento che mercato e concorrenza sono cambiati molto e molto rapidamente negli ultimi anni. Sono emersi nuovi attori specializzati, mentre noi abbiamo scelto di mantenere la produzione interna di ogni elemento della nostra gamma: una decisione impegnativa, ma che ci consente un controllo totale sulla qualità. In ogni caso- conclude- mantenere questa scelta comporta difficoltà notevoli e sfide complesse”. Anche per Flessya, la gestione dei costi è una priorità.“ Dopo il Covid i prezzi delle materie prime non sono più tornati ai livelli pre-crisi, mentre il potere d’ acquisto delle famiglie è calato”, osserva Paolo Pantaleoni.“ Per restare competitivi, stiamo ottimizzando la produzione senza aumentare i prezzi in vendita per non pregiudicare le quote di mercato. Di fatto, dopo la fine degli incentivi fiscali per l’ efficientamento energetico, il mercato ha subito una contrazione: preservare il prezzo di vendita è indispensabile”. Le difficoltà di un mercato sempre più competitivo ci spingono a migliorare i processi produttivi, ottimizzare la materia prima, i flussi di lavoro e la gestione interna: sono le considerazioni di Marco Grussu, AIP.“ Ciò è fondamentale per mantenere la qualità di un prodotto che deve durare nel tempo”.“ Le principali sfide che stiamo affrontando riguardano l’ aumento dei costi delle materie prime, che hanno registrato aumenti significativi, la competizione crescente e l’ innovazione continua”, dichiara Nello Lucio, Nusco. L’ azienda ha scelto una strategia di forte differenziazione:“ Siamo stati i primi nel settore a sviluppare un progetto di franchising per porte e finestre, e abbiamo avviato il percorso di quotazione in Borsa nel 2021: un progetto in cui abbiamo fortemente creduto”. Per Viva Porte, la sfida è coniugare qualità, design e competitività in un mercato globale in continua evoluzione.“ Siamo presenti in oltre sessanta paesi- racconta Santambrogio- e ci adattiamo alle peculiarità di ciascun mercato per cogliere le opportunità che si manifestano”. Per Bertolotto Porte, la concorrenza si affronta elevando il valore percepito del brand.“ Abbiamo imboccato la strada più difficile: proporre un prodotto di contenuto superiore, mantenendo un prezzo di mercato medio-alto- spiega Alex Mirto-. Continuiamo a guardare dritto al nostro progetto, rispondendo alle esigenze di mercato, più che osservare la concorrenza”.“ Oggi la principale sfida è reperire manodopera specializzata, una criticità diffusa in tutto il comparto manifatturiero- lamenta Lara Bertozzi, FBP-. Le materie prime si sono ormai stabilizzate e la concorrenza è meno impattante per noi, dato il nostro posizionamento alto di gamma”. La maggiore sfida per Barausse, che esporta circa il 75 % del fatturato, è rappresentata dall’ instabilità dei mercati globali e dalle tensioni politiche. Effebiquattro ha scelto di concentrarsi su segmenti di mercato dove la concorrenza è meno standardizzata, ovvero il settore contract e i professionisti.“ In particolare per il settore contract stiamo lavorando su soluzioni su misura, come camere campione, con porte acustiche- spiega Giovanna Barzaghi-. In generale lavoriamo su prodotti su misura, progettati per rispondere in modo mirato alle esigenze dei clienti”.
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