NUOVA FINESTRA Aprile 2025 | Page 111

Completano i pannelli una lamiera in acciaio zincato e una lastra in cartongesso.
EDIFICIO COME ESEMPIO E MODELLO La riqualificazione dell’ ex edificio Campari, rinato come“ La Serenissima”, può essere considerato un esempio di come, attraverso una riqualificazione edilizia, sia possibile restituire tutto il valore originario a un edificio che, un tempo innovativo e significativo per il contesto urbano, ha subito gli inevitabili effetti del tempo. I progettisti di Park Associati parlano di una co-progettazione a distanza di anni proprio per la centralità dello studio e della rilettura del linguaggio e delle intenzioni dei fratelli Soncini. La progettazione, in questo caso, è stata un vero e proprio ponte tra passato e presente. Oggi, a distanza di 13 anni è possibile anche confermare che il risultato ottenuto non è legato all’ attualità del 2012, in quanto si proietta senza criticità anche verso il futuro. Il linguaggio delle facciate risulta contemporaneo, grazie a un mix di semplicità, eleganza e ricercatezza, e le scelte progettuali possono essere interamente confermate. Ottimi i risultati in termini di prestazioni energetiche, senza contare che gli spazi interni risultano ottimizzati, con maggior flessibilità e ambienti più ampi. In conclusione, è possibile dire che un edificio riqualificato possa essere definito come un“ edificio maestro” quando, a distanza di alcuni anni, lo si riesce ancora leggere come un risultato che coniuga efficienza, contemporaneità e un dialogo proficuo con la storia che l’ esistente portava con sé. Non serve aspettare decenni per rendersi conto che“ La Serenissima” è stato un intervento riuscito, in grado di restituire all’ intero contesto urbano un oggetto architettonico di valore, facendo della progettazione un vero e proprio mezzo per costruire la città in modo più ampio e complesso del semplice atto di efficientare una costruzione esistente. Oltretutto, i cambiamenti che oggi vive la città si susseguono con tempi sempre più rapidi e le rivoluzioni tecnologiche e sociali portano a contesti sempre meno stabili. Una turbolenza che non può non essere considerata dai progettisti, responsabili di individuare risposte efficaci e quanto più flessibili e resilienti, in grado di adattarsi ai cambiamenti che vedranno con il passare degli anni.
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