NUOVA FINESTRA Aprile 2025 | Page 107

La riqualificazione degli edifici esistenti rappresenta una sfida centrale per i progettisti contemporanei, chiamati a migliorare l’ efficienza energetica, la sostenibilità e il comfort degli spazi urbani. Questo processo è fondamentale per adeguare le costruzioni del passato alle esigenze attuali, garantendo sicurezza, funzionalità e valorizzazione del patrimonio immobiliare. Un edificio rinnovato può influenzare positivamente l’ intero contesto urbano, anche in termini economici e sociali. Le città evolvono, cambiano aspetto, ma anche carattere. In questo contesto, il ruolo del progettista emerge come centrale, fungendo da mediatore tra le esigenze tecniche, estetiche e sociali. In particolare, nel settore degli uffici, la riqualificazione tiene conto dell’ evoluzione del mondo del lavoro, privilegiando ambienti salubri, flessibili e luminosi, che favoriscono produttività e benessere. Non vengono meno, poi, tutte le necessità connesse all’ efficienza energetica, in quanto gli edifici residenziali e quelli che ospitano gli uffici, sono indubbiamente responsabili di una fetta significativa di consumi energetici odierni. La riqualificazione di un edificio può essere complessa, una sfida che mette in gioco capacità di leggere il passato e, anche, di proiettarsi verso le esigenze future, tanto che per riuscire al meglio richiede il coinvolgimento di diverse discipline, che vanno dall’ architettura, all’ ingegneria. Una sfida ancor più interessante se ci si confronta con una preesistenza che si connota per una chiara identità, per una storia significativa e per essere già stata, a suo tempo, un esempio di innovazione e tecnologia. Questo è il caso dell’ intervento di riqualificazione seguito da Park Associati de“ La Serenissima”, noto come edificio Campari e costruito negli anni’ 60.
L’ EX EDIFICIO CAMPARI A MILANO L’ ex edificio Campari in Via Turati a Milano risale agli anni’ 60 del secolo scorso e si caratterizzava per un linguaggio estetico particolare, tipico del lavoro dei progettisti Eugenio ed Ermenegildo Soncini, noti per diverse opere realizzate in città nel Novecento. L’ intervento di Park Associati, parte proprio da una riflessione in merito all’ esistente e alle sue peculiarità. Difatti, di fronte a edifici particolarmente rilevanti o frutto del lavoro di grandi firme, si è soliti procedere con un approccio conservativo e totalmente rispettoso dell’ estetica degli stessi, soprattutto quando si parla di recupero delle facciate. Diversamente, in caso di riqualificazioni di edifici meno significativi o in assenza di particolari pregi, si opta per un rifacimento completo molto più libero, che spesso porta anche ad uno stravolgimento dell’ estetica dei prospetti. Nel caso di questo edificio, però, si può dire che ci si trovi di fronte a una sorta di via mezzo: il tempo ha agito su un immobile che, in passato, è stato significativo e simbolo di benessere economico, pur ritrovandosi oggi molto invecchiato e non più allineato alle esigenze odierne. Progettato nel 1962 dai fratelli Soncini per la società Campari, l’ edificio era all’ avanguardia per modernità e tecnologia. La scelta di Park Associati è stata quella di preservarne il valore storico, pur trovando risposta a tutte le necessità di efficienza e funzionalità odierne. La riqualificazione ne esalta le caratteristiche originali, come se fosse una co-progettazione a distanza di cinquant’ anni. Una decisione frutto del pensiero degli architetti rispetto al contesto, che indubbiamente richiede un certo rispetto:“ Passeggiare per Via Filippo Turati a Milano significa ammirare il meglio del modernismo milanese, espressione del polo produttivo della città classe che trasformò Milano nella capitale economica d’ Italia durante il ventesimo secolo. Vuol dire condensare in uno sguardo cinquant’ anni di evoluzione architettonica; cogliere i dibattiti sull’ architettura, la ricerca di una modernità italiana e l’ affermazione del potere comunicativo dell’ industria nelle trasformazioni degli edifici. Significa, in altre parole, rivivere un pezzo di storia italiana attraverso le facciate allineate lungo la strada”.
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