INTERNO 1-2016 08/01/16 10.39 Pagina 48
COSTUME & SOCIETÀ
BARBANERA, CULTURA DI MASSA
di Roberto Di Meo
L
a Collezione di Almanacchi Lunari Barbanera di Foligno, costituita da 356 esemplari datati dal 1762 al
1962, la più completa al mondo, è stata dichiarata
dall’Unesco ‘Memoria del mondo e patrimonio dell’umanità’.
Il suo valore è universale – è detto nella motivazione - deriva
dal suo essere simbolo di un genere letterario che ha contribuito a creare la cultura di massa e l’identità di intere nazioni
fino all’avvento delle più moderne forme di comunicazione
di massa”. Il che vuol dire che come l’alfabeto fenicio, la
Sinfonia n° 9 di Beethoven, i film dei Fratelli Lumière e il
Diario di Anna
Frank – solo per
fare qualche luminoso nome – è
stato
accolto
nell’elenco che
tutela, perché
beni universali,
documenti, biblioteche, archivi,
tradizioni orali,
divenuti patrimonio documentario dell’umanità,
pietre miliari nel
progresso delle
nazioni e delle civiltà, espressioni
di una cultura di
pace. Il tempo,
dunque, ha dato
ragione a Gabriele D’Annunzio che definiva così il Barbanera di Foligno
in una lettera indirizzata al parroco di Gardone il 27 febbraio
1934. “… La gente comune pensa che al mio capezzale io abbia
l’Odissea o l’Iliade, o la Bibbia, o Flacco, o Dante, o l’Alcyone
di Gabriele d’Annunzio. Il libro del mio capezzale è quello ove
s’aduna il ‘fiore dei Tempi e la saggezza delle Nazioni’: il Barbanera... “
La bella notizia è giunta alla Fondazione Barbanera 1762 e
all’Editoriale Campi, di cui è titolare il dottor Feliciano
Campi, a cui da più di un secolo l’edizione lega le sue sorti,
proprio mentre l’Almanacco 2016 sta per andare in stampa.
“Dopo un primo momento di grandissima emozione- dichiara l’editore Feliciano Campi - e, lo confesso, di incredulità
per un Barbanera che ha conquistato l’attenzione del mondo,
abbiamo ripreso con decisione il nostro cammino e i progetti,
tanti, della Fondazione Barbanera. Anzi, proprio l’Almanacco
2016 è stato il primo colpito dalla notizia. Abbiamo rimandato di qualche ora la stampa per dedicare pagine all’evento.
Per un editore fermare le macchine non è mai cosa positiva.
Ma questa volta
ne siamo stati felicissimi.
Un cammino entusiasmante, che
premia il lavoro
di generazioni e
generazioni di
‘facitori di almanacchi’ di cui noi
oggi abbiamo
raccolto l’eredità.
Che mette in
luce l’importante
tradizione
di
un’arte
della
stampa per secoli
fiore all’occhiello
della nostra città
e che intreccia la
sua storia con
quella della mia
famiglia. Anche mio padre teneva molto a Barbanera, mi ha
trasmesso questa passione, gli sono grato”.
Il professor Tullio Seppilli, antropologo di chiara fama, presidente della Fondazione Angelo Celli, è stato tra i primi ad
occuparsi di almanacchi dedicando i suoi studi già negli anni
Settanta anche ai folignati Barbanera. Il commento “È un
riconoscimento importante che premia il lavoro della Fondazione Barbanera 1762 e che condivido appieno. La Memory mette un punto fermo non solo nel ruolo svolto dagli
Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 48