INTERNO 1-2016 08/01/16 10.39 Pagina 23
A CURA DELL’UFFICIO MARKETING
aperture ha beneficiato il primo semestre 2015.
Da gennaio a giugno, inoltre, la società ha proseguito l’estensione della
propria value proposition sulla rete
vendita, soprattutto con l’introduzione di un servizio esclusivo di garanzia e rintracciabilità dei bagagli,
unico nell’industria, che ha garantito
ricavi per 0,8 milioni di euro contro
gli 0,09 milioni di euro nel primo semestre 2014. Se, poi, analizziamo i
ricavi per area geografica, troviamo
conferma della forte vocazione internazionale del gruppo e osserviamo
un’ampia diversificazione sui mercati.
Gli Stati Uniti sono, ormai, il primo
mercato del gruppo (48% circa dei
ricavi), la Francia il secondo mercato
con il 27% dei ricavi, quindi troviamo
l’Italia con il 13% seguita da Portogallo (7%), Svizzera (5%) e, infine,
Spagna (meno dell’1%).
L’Ebitda del primo semestre 2015, invece, è negativo per 0,2 milioni contro
gli 0,8 milioni dello stesso periodo
del 2014. Una contrazione dovuta, soprattutto, alla minor performance dell’aeroporto di Miami
(dovuta al perdurare del fenomeno dell’outside wrapping,
ovvero l’avvolgimento non regolamentato dei bagagli fuori
dall’aeroporto), oltre che dal roll over dei costi indiretti, oggetto del piano di ristrutturazione, che penalizza l’intero
primo semestre dell’anno (se alcuni contratti passivi sono
stati disdetti nel periodo, infatti, gli effetti positivi si vedranno
soltanto dall’inizio del 2016). Due fenomeni sui quali il management della società si sta concentrando per ottenere un
incremento della marginalità sull’Ebitda nei prossimi mesi.
Anche l’Ebit del primo semestre 2015 è negativo per circa
1,9 milioni (contro i -0,7 milioni di un anno prima) ma il
risultato è facilmente spiegabile con le quote di ammortamento calcolate su tre diverse voci di avviamento. La prima
generata dall’operazione di consolidamento delle attività e definita nel
2012, la seconda conseguente al consolidamento integrale della società
Svizzera, a partire dal 1 luglio 2013 e
la terza prodotta dal consolidamento
del sovrapprezzo versato per l’acquisizione del 25,5% della JV di Miami,
avvenuta a luglio 2014.
Sul fronte del risultato netto del
primo semestre 2015 si osserva una
perdita di 1,9 milioni di euro (-1,2
milioni nei primi sei mesi del 2014),
per effetto delle poste che incidono
sull’Ebit. L’indebitamento finanziario
netto consolidato di Safe Bag al 30
giugno 2015, infine, si ferma a quota
-2 milioni di euro, rispetto agli 1,6
milioni del 2014 ma, anche in questo
caso, la variazione è facilmente spiegabile e non evidenzia nulla di preoccupante per il gruppo. Il dato è, infatti, influenzato dalla stagionalità
negativa del primo semestre rispetto
all’ultima parte dell’anno e dagli investimenti su nuove linee di prodotto
e nuovi punti vendita aperti dalla società.
Da Gennaio 2016 i risultati economici sono attesi da subito
in sensibile miglioramento, per effetto dei decisi interventi
di razionalizzazione e rilancio avviati nel 2015. “Stiamo perfezionando la ristrutturazione dei costi generali e delle attività
non profittevoli e ci apprestiamo a commercializzare una
serie di nuove linee di business complementari e scalabili”.
Ha spiegato Rudolph Gentile. “Prodotti e servizi che potranno essere venduti anche al di fuori dei network aeroportuali, e che ci daranno grandi soddisfazioni”. In conclusione,
Safe Bag può guardare al futuro con ragionevole ottimismo,
proseguendo con l’attitudine al dinamismo e la capacità di
affrontare sempre nuove sfide che contraddistinguono il
gruppo.
Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 23