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Non solo circa il lavoro di fabbrica o l’organizzazione dei vari piani casa, ma anche lo sviluppo politico ed amministrativo della città di Ivrea, del Canavese e della zona nord fino ad Aosta. Tutto era dettato dalla profonda consapevolezza che le idee dovevano prendere corpo in una comunità concreta.
Nella concezione di Adriano Olivetti ” l’alternativa all’individualismo liberale e allo stato di stampo socialista era la comunità, esempio di democrazia dal basso, centro dell’organizzazione civile e dei meccanismi istituzionali nel territorio di competenza, al cui interno confluiscono unità politica, economica ed amministrativa.
”Tutto il pensiero di Olivetti era orientato all’elevazione della persona attraverso strumenti di sostegno al reddito attraverso la redistribuzione, sia sul territorio che tra i lavoratori, della partecipazione agli utili con aumenti generalizzati delle retribuzioni e di indirizzo politico e amministrativo.
La capacità di penetrazione era in qualche maniera osteggiata dai partiti storici che in questo libero pensatore vedevano la pericolosità di una strategia eversiva ed estremamente innovativa.
Il libro ripercorre questa stagione, senza approfondimenti critici, né ricordi particolari oppure originali. Infatti non sono particolarmente evidenziati i contributi fondamentali di Franco Ferrarotti, Geno Pampaloni e Renzo Zorzi.
Il testo è stato scritto per raccontare una particolare stagione in una zona del Piemonte, per farne partecipi le giovani generazioni.
Un po’ appropriandosi di alcune scelte effettuate, un po’ come semplice evoluzione naturale di idee e concetti condivisi.
Il testo se non elabora analisi, altresì possiede la freschezza della sintesi e la premura di recuperare un patrimonio di idee e di indicazioni per consegnare questa parte delle radici che fanno della UIL odierna una specialissima e particolare organizzazione.
In questo quadro il divenire storico degli eventi locali prende un respiro internazionale per tornare, con la morte di Olivetti e la lentissima fine dell’apparato industriale, a quel localismo tanto caro ad Adriano.
Il gruppo dirigente dell'industria e tutti i collaboratori intellettuali della comunità guardavano con meno sospetto alle sponde politiche e sindacali più vicine politicamente e idealmente che avanzavano proposte di avvicinamento e assorbimento, essendo il quadro politico ed economico di riferimento cambiato anche nelle scelte politiche ed amministrative della zona.
In effetti la natura laica riformista della “concreta utopia” di Olivetti già dialogava con una parte specifica della politica nazionale, facendo riferimento a tutto il mondo laico azionista e democratico liberale.
Il libro redatto in occasione del 50° anniversario della costituzione di Autonomia Aziendale è stato voluto perché molti dirigenti della UIL Piemonte hanno manifestato, più volte, il desiderio di dare maggiore risalto al profondo significato innovativo delle vicende di quegli anni, di rendere noti i contenuti del ricco carteggio e degli accordi che portarono alla confluenza di Autonomia Aziendale nella nostra Organizzazione, di esplicitare il comprensibile orgoglio di aver preso parte ad una fase così importante per la storia del movimento sindacale.