Notiziario della Biblioteca UIL - Numero Uno - Bimestrale - Notiziario della Biblioteca Arturo Chiari | Page 31

Democrazia contro la dittatura militare di Pinochet. Ma torniamo al momento del mio arrivo a Santiago.

Quando arrivo si respira tensione; una tensione palpabile ed i "Carabineros" sono in ogni angolo a " garanzia" dell'ordine cittadino.

Fui alloggiato in un albergo proprio nella piazza centrale del Duomo dove si sarebbe svolta la cerimonia religiosa. I "Carabineros" sono sui piani del mio albergo; uno degli alberghi che ospita le delegazioni. Il giorno della cerimonia ufficiale, durante il corteo delle delegazioni, alcuni tafferugli vengono repressi e dispersi con i gas lacrimogeni.

Sono testimone, per la UIL, della circostanza che cittadini Cileni esiliati in Italia e rientrati in Patria, insieme a gruppi numerosi di cittadini militanti, all'assenza di Bettino Craxi e di Giorgio Benvenuto dal Corteo ufficiale li invocano a gran voce.

Questo episodio mi commuove come Italiano, come Socialista e mi riempie di orgoglio "umanitario". In quel periodo incontro e conosco colui che sarà poi il terzo Presidente della Repubblica Cilena il socialista RICARDO LAGOS ESCOBAR e poi molti esponenti della politica di allora della " Concertazione"- Concertazione de Partido por la Democracia che si crea in Cile nel febbraio 1987.

Alwin, che poi sarebbe stato eletto primo Presidente, ne fu il portavoce. La conoscenza di Jorge Arrate, il Segretario del Partito Socialista Cileno, avviene a casa sua, alle otto del mattino, sotto l'occhio vigile degli impescrutabili "carabineros"

Ci scambiamo informazioni sulle attività della Cooperazione Internazionale e sul Sindacato e sulla necessità che nel Paese crescesse una identità Sindacale Progressista in alternativa a quella Massimalista, allora maggioritaria che aveva nella Cgil un riferimento ovviamente più solido rispetto a quello intrecciato con la nostra organizzazione. Jorge mi confidò la sua simpatia per il nostro sindacato e per Giorgio Benvenuto in particolare.

Prendo nota e appunti di tutto ma quando incontrai per la prima volta, Isabel Allende, mi trovai di fronte una donna di carattere che aveva dentro di se, non la necessità di vendetta ma di giustizia. Capisco che il Cile avrebbe raggiunto la Democrazia anche se faticosamente.

L'avrei rivista dieci anni dopo, poco prima del termine della mia attività sindacale, nel Parlamento Cileno a Valparaiso, ancora con la stessa dolce determinazione.

L'incontro con Alwin avviene in un grande albergo ove sono tutte le delegazioni dei Sindacati Internazionali.

Quando strinsi la mano al Presidente Alwin, accanto a me c'erano i rappresentanti dei Sindacati dell'allora Unione Sovietica i quali calorosamente, si affrettano a dichiarare la loro esultanza per la "Democrazia controllata" allora raggiunta.

Penso che anche loro la dovrebbero raggiungere e quando ciò sarebbe successo anche loro avrebbero dovuto essere accolti festosamente; alla caduta del regime sovietico furono, viceversa, giubilati per la loro vicinanza al potere.

Al mio rientro in Italia, sono latore di una missiva "Riservata" a mano, che l'ambasciatore Italiano in Cile Milo Pisani ( Michelangelo Pisani Massamormile ) scrive all'allora Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi.

"Caro Presidente - vi si legge - abbiamo nei giorni scorsi vissuto qui a Santiago momenti di grande emozione.

La cerimonia ha evidenziato quanto desiderato ma al tempo stesso quanto difficile sia l'obiettivo della riconciliazione nazionale.

Il problema più grave lamentato in Cile è la carenza di alloggi; sarebbero necessari 800.000 case per soddisfare le necessità della fascia a rischio della popolazione Cilena.