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ricostruzione
post sisma
alberto civica
amatrice 3 anni dopo il sisma.
Sono trascorsi tre anni dal sisma che ha colpito il reatino nell’agosto 2016. Tre anni in cui si è cercato di andare avanti, di ricostruire, di ridare vita a un territorio già penalizzato dalla frammentarietà geografica e aggravato dalla tragedia del terremoto.
Accumuli, Amatrice, Cantalice, Leonessa, Poggio Bustone, Cittaducale e Rieti stessa hanno visto stravolgere la propria quotidianità e convivono ancora oggi con le macerie - almeno quelle private - non ancora raccolte e con un sistema economico e sociale che, nonostante gli sforzi, non è più quello originario.
Tra l’altro, si tratta di un’area molto diversificata con circa 75 mila abitanti distribuiti in una miriade di frazioni. Abitanti la cui età media supera i 50 anni e con un 30% di ultrassessantaquattrenni, dediti prevalentemente all’agricoltura che rappresentava la maggiore fonte di reddito per l’intero territorio.
Situazioni tutte che sicuramente hanno reso più ardue sia l’assistenza immediata allora, sia la ricostruzione postuma. Basti pensare che i più giovani hanno in molti casi lasciato la zona, chi ha avuto la possibilità si è trasferito altrove presso parenti e famigliari e, tra coloro che sono rimasti, molti hanno abbandonato le precedenti attività reinventandosi e molti si sono ritirati per anzianità. Ne sono una conferma le tante stalle dismesse su cui pare non sia stato nemmeno richiesto l’incentivo regionale.
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