the two faces of Giorgione and Ezzelino, shown
full-frontal in a heroic stance pervaded by a kind
of archaic sense of wonder which so frequently
appears to be the mark and charm of Canova the
painter.
The most characterising feature that the pictures
share is their unwavering and somewhat mesmerised
stare, as though the sitters were enrapt in noble
thought – the thought of the ancient, legendary
painter for his art; or the thought of the infamous
warrior for his military glory. On the one hand, this
psychological dimension echoes one of the features
which people found most alluring in Giorgione’s
painting, while one other it has a totally modern feel
to it, revealing the genius Canova’s extraordinary
ability to explore the expressive territories of the
sublime. There is something in those probing eyes,
open wide to the mystery of life, that continues to
haunt us to this day.
The quality of the painting on this panel reveals
Canova’s determination to grade his shades of
colour in an attempt to draw as close as possible
to his beloved old master, or at least to the idea
that he had formed of Giorgione’s revolutionary
painting. We find this feature again in his painted
Venuses based on the sublime model that is the
Sleeping Venus in Dresden (fig. 13), a magnificent
work in which Titian’s hand can also be detected
and which served the sculptor as a primary source
of inspiration for his most popular and best-loved
masterpiece, Paolina Borghese Bonaparte as Venus
Victrix which entered the most beautiful private
collection in the world in compensation for the
Classical marble works so recently surrendered to
Napoleon 29 .
fierezza nei due volti di Giorgione e di Ezzelino,
collocati frontalmente in attitudine eroica e pervasi
da una sorta di stupore arcaico che appare spesso la
cifra e il fascino del Canova pittore.
Il dettaglio più caratterizzante che hanno in
comune sono gli occhi dallo sguardo fisso e un po’
allucinato, come rapito in nobili pensieri. Quello
dell’antico e leggendario pittore per la sua arte,
quello del famigerato guerriero per la sua gloria
militare. Questa dimensione psicologica se da un
lato rimanda ad una delle caratteristiche che più
affascinavano nella pittura di Giorgione, dall’altra
ha un carattere tutto moderno e riguarda la
straordinaria capacità da parte del genio di Canova
nell’esplorare i territori espressivi del sublime. C’è
qualcosa che ancora ci inquieta in questi occhi
indagatori, spalancati sul mistero della vita.
La qualità pittorica della tavola rivela l’impegno
di Canova nel graduare le tinte nel tentativo di
avvicinarsi quanto più possibile all’antico maestro
tanto amato o almeno all’idea che si era fatto della
sua pittura rivoluzionaria. Si tratta di una ricerca che
ritroviamo anche nelle Veneri dipinte, derivate dal
modello di quella sublime Venere di Dresda (fig. 13),
il magnifico dipinto dove compariva anche la mano
di Tiziano, che costituì per lo scultore una fonte di
ispirazione primaria per la concezione di quello che è
forse il suo capolavoro più popolare e amato la Paolina
Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice entrata nella
collezione privata più bella del mondo a risarcimento
dei marmi antichi appena ceduti a Napoleone 29 .
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