VI. O LTRE IL T EVERE : S AN P IETRO
delle abitazioni vicine; vuole comunicare un’impressione generale in pittura e a
parole:
Quando Piazza San Pietro / non è letteralmente riempita di sole / piena di
giallo come un tuorlo d’uovo, / è fredda e sconsolata. La sua manifesta / in-
tenzione di umiliare l’uomo si rivela; / e mi par l’unica. / Gruppi di formiche
errano sconsolate / qua e là. C’è miseria; c’è ozio c’è non / so che dispersione
d’energia / sotto le lavate di capo eterne / di quelle fontane.
Dopo gli scenari di piazza, Bucci si concentra sugli interni, di cui uno è particolar-
mente significativo: Il Baldacchino di San Pietro (cat. n. 34). Il punto di vista dal
basso verso l’alto è vertiginoso e comunica l’energia impressa nel Baldacchino, opera
magistrale di Gian Lorenzo Bernini, e nella cupola mossa da un moto circolare. La
parte più accurata è nel disegno del Baldacchino che, forte delle proprie tinte scure,
si impone al primo piano. Sullo sfondo è la cupola di Michelangelo che occupa due
quarti dell’impaginato e abbraccia il mondo sottostante.
È giunto il momento di attraversare il Tevere, passare per Piazza Adriana (cat. n.
30) e sostare in Piazza San Pietro a cui dedica tre lavori. Il primo si colloca all’im-
bocco di via della Conciliazione in quella zona di confine tra lo Stato del Vaticano
e l’Italia. Si caratterizza per un’ampia veduta segnata dal passaggio di due fedeli in
rosso vermiglio (cat. n. 35). L’attenzione per le loro vesti è pari a quella prestata
alle abitazioni sullo sfondo, dipinte in modo tenue per preservare il disegno delle
architetture. Sulla destra parte del colonnato di Piazza San Pietro del Bernini, una
vettura di passaggio e una figura anziana… in questa piazza il sacro e il profano si
mescolano senza generare frizioni. Il secondo ha l’angolazione tipica dello scorcio
per lavorare in profondità, lungo la parabola del colonnato visibile nelle sue parti
iniziali e terminali (cat. n. 31). Andamento curvilineo che prosegue e si interrompe
con la facciata della basilica di San Pietro.
Il terzo ed ultimo lavoro incentrato sulla Piazza non è più teso a sondare la pro-
fondità di campo del colonnato, né ad offrire una pittoresca veduta dei colli e
30. Piazza Adriana, 20 agosto 1938
tecnica mista carboncino e acquarello
cm. 32 x 49
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