My first Publication BUCCI | Página 29

III - L UNGOTEVERE salendo per il fiume, si raggiunge l’Isola Tiberina e a quest’altezza si trova il Ponte Fabricio, dove la corrente si fa sentire col suo fruscio. Prima di lasciare il lungotevere, Bucci si volta ed esegue l’Isola di San Bartolomeo (cat. n. 20 recto) con la stessa tecnica di esecuzione, gli stessi colori. In realtà San Bartolomeo è il nome della Basilica costruita sull’isola Tiberina, detta per questo San Barto- lomeo all’Isola. È probabile che questa veduta sia stata colta dal ponte Garibaldi. Sulla sinistra si riconoscono la sagoma della cupola della sinagoga e il Ponte Fa- bricio. Giunto a questo punto il percorso prosegue lungo il Tevere, toccando due tappe importanti: Ponte Rotto (cat. n. 19 recto) e Ponte Fabricio (cat. n. 20 verso). Il Ponte Emilio fu il primo ponte in muratura di Roma ed in origine aveva sei ar- cate. L’appellativo di Ponte Rotto si deve ai numerosi crolli causati dalle allu- vioni. L’ultima fu quella del 1589 che fece sparire tre delle sei arcate e il ponte non fu più ricostruito, di qui la denominazione di Ponte Rotto. Il dipinto mo- stra bene la massiccia struttura resa con contorni spessi e scuri. L’acqua, mac- chiata di azzurri e grigi verdastri, scorre e riflette l’ombra dell’arcata. Poco oltre, 19. Lungotevere degli Alberteschi, 1933, verso tecnica mista matita, acquarello cm. 30,5 x 48 27