6. Colonna Traiana (a San Pietro apostolo), 20 agosto 1938
tecnica mista matita, acquarello
cm. 32 x 24,5
Basta un colpo d’occhio per riconoscere una stesura raffinata, attenta alle sfu-
mature dei chiaroscuri e alla linearità del disegno. Qualità riconoscibili nella
Colonna Traiana effigiata con la sagoma della statua di San Pietro apostolo
sulla sommità. A questo proposito Bucci annota:
San Paolo o San Pietro. / Tutti lo dimenticano / il piedistallo è troppo
/ alto troppo bello troppo / eloquente. La celebrazione / è così solenne
che / tutti dimenticano il / celebrato.
Poche righe che riflettono bene un problema di lettura. La percezione ordinaria
dei monumenti di cui si è dimenticato il senso, la loro ragione d’essere. Si pensi
solo alla collocazione originaria della Colonna concepita in relazione ad un
contesto sociopolitico ora assente. Ad aumentare la difficoltà di un approccio
corretto è il fenomeno della stratificazione culturale, in questo caso testimoniata
dalla collocazione della statua in bronzo durante il pontificato di Sisto V. È
troppo alta per essere riconoscibile e per questo Bucci non si preoccupa delle
conseguenze dovute al taglio compositivo: una statua senza identità certa può
anche essere rappresentata acefala. In coerenza con questa linea interpretativa
il disegno non affronta la rappresentazione narrativa scolpita a bassorilievo, si
sofferma sullo sviluppo elicoidale del fregio, sul piedistallo su cui riposa la sa-
goma della statua.
A sinistra della colonna si riconosce la sagoma del monumento equestre a Vit-
torio Emanuele II, mentre sullo sfondo si vede il tipico skyline della urbe.
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