8.2. Osservarlo, individuarlo e gestirlo
•
Il disagio scolastico è determinato da fattori riconducibili alla famiglia (svantaggio
socioculturale, atteggiamenti educativi inadeguati, carenze del contesto relazionale), alla
scuola (strutture e organizzazione, metodologie, relazioni) ed al contesto sociale (ambiente,
cultura) e può manifestarsi con difficoltà di apprendimento, deficit di età cognitiva, apatia e
difficoltà relazionali ed emozionali. Il disagio scolastico può presentarsi in diverse forme che
si manifestano generalmente con effetti a breve termine, tra questi è possibile rinvenire:
•
Disagio dell'alunno o dello studente: forma diffusa di sofferenza, malessere, senso di
frustrazione, angoscia, apatia, nausea verso la realtà circostante, rassegnazione;
•
Disagio dell'insegnante: derivante dalla distanza tra il reale e l'ideale e da fattori di
contesto quali le relazioni interpersonali, i risultati che si ottengono, le condizioni di lavoro,
l'organizzazione scolastica;
•
Disagio della famiglia: conseguente al disagio del figlio, può portare la famiglia ad
allontanarsi dalla scuola per evitare ulteriori frustrazioni;
• Scarso rendimento: discrepanza tra il potenziale cognitivo e la riuscita scolastica;
• Dispersione scolastica: situazione tipica di reale marginalità in quanto esclude il minore
dalla possibilità di darsi gli strumenti culturali necessari per un adeguato inserimento nella
società;
•
Dispersione della produttività: difficoltà dell’alunno-studente a concentrare le proprie
risorse personali sul lavoro scolastico;
•
Dispersione dell'efficacia degli interventi didattici: difficoltà dei docenti a raggiungere gli
obiettivi prefissati a causa del perdurare della situazione di disagio in classe;
•
Devianza: riferita ad un certo modo d’agire o di essere difforme dagli standard socialmente
accettati.
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