Magazine ObbiettivoNatura Nr.2 GIUGNO | Page 19

iamo partiti per quella che doveva soltanto essere una semplice cia-

spolata notturna, in uno dei percorsi più sicuri e trafficati dei nostri appennini, ed invece ci siamo imbattuti in un’espe-rienza che ricorderemo a lungo.

Questo articolo racconta di un’escursio-ne invernale, organizzata con lo scopo di catturare qualche scatto al cielo stellato e qualche immagine dei nostri monti al-l’alba, uniti alle piacevoli sensazioni di silenzio, tranquillità e sospensione, che soltanto la montagna di notte sa trasmet-tere.

Siamo partiti in tre, io, Marco Maggiali, a-mico e compagno del gruppo fotografico Obbiettivo Natura e la mia compagna di escursioni: un labrador femmina di cin-que anni di nome Margot (avrebbe do-vuto chiamarsi Roccia, invece hanno vin-to i figli…). L’uscita è stata programmata per sabato 24 marzo, notte di passaggio all’ora legale, con ritorno la mattina del giorno dopo. Durante la giornata abbia-mo consultato più volte il meteo, che pur-troppo appariva non certo favorevo-le all’escursione notturna. Le previsioni mettevano pioggia/neve fino alla mez-zanotte; il cielo limpido sarebbe stato nella finestra temporale tra l’una e le sette di mattina. La temperatura al Lago Santo sarebbe stata di -5°.

Se si fossero incastrate queste condizio-ni meteorologiche, saremmo stati fortu-nati e avremmo potuto realizzare gli scatti che ci eravamo promessi. Come fi-darsi del meteo? Se ci fossimo trovati a 1.850 metri di quota in mezzo a tur-bolenze, nevischio o pioggia, sarebbe stato un vero problema; non ci si impie-gano certo pochi minuti per scendere da quell’altezza, ancor più se si abbassano le nubi e non si è in grado di vedere non più a qualche decina di metri, nascon-

di Massimo Germi

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