LUCE estratti Barbara Balestreri | Seite 6

1 2 48 LUCE 320 / LIGHTING DESIGNERS di Instagram. Un complesso sistema di luci mette in evidenza e oscura gli oggetti in mostra creando una continua alternanza di proposte. Gli ospiti sono accolti in uno spazio dinamico che offre costantemente stimoli diversi, creando infinite composizioni e look. Due progetti per gli showroom di Jimmy Choo a Londra e a Tokyo evidenziano come anche il contesto cittadino e le caratteristiche di ogni spazio portino a soluzioni sempre diverse. Nel negozio di Londra abbiamo scelto una soluzione più tradizionale con luci a incasso. Nel flagship store di Tokyo a Omotesando, incastonato in un edificio contemporaneo, è un mezzo di comunicazione che avvolge le persone, le mette a contatto diretto con gli oggetti e il mondo che un marchio vuole comunicare. Si possono utilizzare diversi tipi di luce per creare situazioni più intime e raccolte, piuttosto che energiche e dinamiche. Un esempio recente è il progetto per il negozio di Dolce & Gabbana di Aoyama a Tokyo – LUCE ne ha parlato nel n. 318, in un articolo a cura di Francesca Tagliabue, N.d.R. In questo caso, insieme allo studio Curiosity, ci siamo ispirati al mondo dei social media, al modo in cui le persone scelgono, si ispirano e vivono la moda tramite le immagini pop-up abbiamo scelto faretti esterni sospesi a binario, sia per praticità che per raccordare visivamente i soffitti con l’impiantistica a vista. Quale consiglio darebbe ai giovani lighting designer che si affacciano alla professione? Un lighting designer crea progetti di illuminazione. Credo che questo sia solo la punta di un iceberg, un singolo aspetto di una professione molto più stimolante. Oltre la componente propriamente tecnica, l’illuminazione degli spazi richiede una sensibilità finalizzata a creare esperienze e stimolare emozioni. Inoltre, c’è anche lo studio e un lungo lavoro di preparazione e ricerca preliminare. Il mio consiglio, molto pratico, è quello di non diventare tecnici della luce in studi di architettura non specializzati, ma di cercare lavoro presso chi sperimenta e fa ricerca e sviluppo in questo ambito. Solo così potranno scoprire il volto più umano e gli aspetti più stimolanti di questa professione. Cosa le piacerebbe illuminare e spegnere? Mi piace molto sperimentare, usare la tecnologia – anche quelle più avanzate – per realizzare il massimo della poesia. Mi piace creare contrasti armonici, contrapporre luci naturali e luci artificiali. Trovo molta ispirazione in Barry Lyndon di Stanley Kubrick. In questo film, il maestro ha utilizzato le tecnologie più avanzata di registrazione per catturare la poesia della luce naturale del giorno, mentre le sequenze notturne utilizzano solo la luce delle candele.