LIBERAMENTELIBRANDO Montebello di Bertona - Storia | Page 17
cui superficie era ancora imprigionata la parte meno elevata del territorio in
questione, e il progressivo sviluppo di un reticolo idrografico; il quale, parallelamente
all’azione incessante degli agenti atmosferici, ha avuto una parte non indifferente nel
modellare l’ambiente. L’abbassamento del mare nel Quaternario è però da mettere in
relazione anche con il fenomeno delle glaciazioni, la più recente delle quali -la
würmiana- circa 13.000 anni fa avrebbe avuto come conseguenza l’avanzamento del
litorale adriatico per una trentina di chilometri.3 In tale periodo, inoltre, il limite delle
nevi perenni, che pare si estendesse a quote più basse di circa un chilometro rispetto
ai nostri giorni, non mancava di far sentire la sua influenza sul clima. Secondo
l’opinione corrente, la temperatura dell’Area Vestina allora doveva essere inferiore di
una decina di gradi in confronto a quella che vi si registra attualmente. Il tipo di
vegetazione dominante non solo nel territorio vestino, ma in una vasta area
dell’Appennino, era la foresta di latifoglie,4 mentre la fauna era presente con specie
erbivore come il cervo, il bue muschiato, il camoscio; roditori come la marmotta, lo
scoiattolo, il ghiro; carnivori quali la volpe, il lupo, il gatto selvatico; onnivori quali il
cinghiale e l’orso. Tra gli uccelli non doveva essere difficile incontrare rapaci diurni
come il falco o notturni come il gufo.
Nel susseguirsi delle diverse glaciazioni l’intera Area Vestina è stata interessata
dal processo di formazione di terrazzi alluvionali, 5 i quali hanno avuto un ruolo
determinante nelle locali vicende legate all’insediamento e al popolamento umano.
Esse sarebbero state modellate, mentre le glaciazioni erano in atto, dall’azione
erosiva e incisiva delle acque fluviali e torrentizie sui detriti alluvionali accumulatisi
durante i periodi di passaggio da una glaciazione all’altra (periodi interglaciali).
Tuttavia una tale ipotesi, peraltro datata, non sembra essere molto convincente.
Appare invece inconfutabile il fatto che moltissimi dei manufatti in pietra
riconducibili ai diversi periodi preistorici caratterizzati dalla presenza umana sono
stati rinvenuti proprio in quei siti costituiti da terrazzi alluvionali.
Nel caso di Montebello di Bertona, ad esempio, alcuni tra questi strati di
materiale sedimentario hanno restituito alla luce industrie litiche6 di tipo
3
Nel periodo detto “cataglaciale del Würm 3”, corrispondente all’incirca a 18.000 anni fa, il mare “era 90 metri più
basso rispetto a quello attuale”. Radmilli, pag. 24 di STORIA DELL’ ABRUZZO DALLE ORIGINI ALL’ETÀ DEL BRONZO,
Giardini editori, Pisa 1977. Per le glaciazioni cfr. la tavola II di pag. 19.
4
Essa aveva i suoi estremi, all’incirca, lungo la parte centromeridionale della Toscana e quella settentrionale delle
Marche e lungo la parte centrale di Basilicata e Puglia.
5
TERRAZZI ALLUVIONALI sono chiamati dei ripiani orizzontali dovuti ai depositi lasciati dai fiumi o dai ghiacciai.
6
INDUSTRIE LITICHE. Con il termine “industria” si indica l’insieme delle armi e degli arnesi prodotti da un gruppo
umano preistorico. L’aggettivo “litico” significa: “di pietra” (cfr. il greco LITHIKOS, derivato di LITHOS = “pietra”).
Quindi l’espressione “industria litica” sta ad indicare gli oggetti di pietra fabbricati e usati dalle genti preistoriche.
15