LIBERAMENTELIBRANDO Montebello di Bertona - Il dialetto | Page 23

Gabriele Falco Montebello di Bertona - Il dialetto Edizioni Cinque Terre IL DIALETTO MONTEBELLESE La parlata montebellese, così come gli altri dialetti della nostra penisola, è una filiazione del latino, di cui conserva la stragrande maggioranza del patrimonio lessicale e particolari espressioni. La sua derivazione latina è evidente, ad esempio, nelle parole panë (lat. PANEM), lettë (lat. LECTUS), nottë (lat. NOCTEM), murë (lat. MURUS), rimaste, come si può vedere, praticamente immutate. Naturalmente quando si parla di lingua latina ci si riferisce non certamente a quella classica (scritta, cioè, da Cesare e Cicerone, tanto per capirsi), bensì al cosiddetto SERMO VULGARIS, che già in epoca classica (III secolo avanti Cristo – I secolo dopo Cristo circa) si distingueva nettamente dalla lingua colta; così come oggi c’è distinzione tra italiano colto e dialetto, se è lecito fare tale paragone. Accanto al latino letterario, usato dagli scrittori e dalla gente di cultura, vi era, infatti, il latino parlato, impiegato dal popolo. Questa lingua parlata assumeva diverse sfumature, dipendenti dalle persone che la usavano. Si potevano quindi distinguere un SERMO MILITARIS, un SERMO PLEBEIUS, un SERMO RUSTICUS e via dicendo, che avevano caratteristiche adeguate alla cultura di chi li parlava: dai militari al popolino agli abitanti delle campagne. Tuttavia latino scritto e latino parlato non erano lingue completamente diverse l’una dall’altra, bensì due diverse maniere di esprimersi: elegante e controllato il primo, semplice e spontaneo, e perciò più incline a subire trasformazioni il secondo. Si pensi, per esempio, a parole come BUCCA o COXA, che in latino colto significavano rispettivamente “guancia” e “anca” e in latino volgare avevano già assunto lo stesso significato che hanno sia nell’italiano che nei dialetti d’Italia e quindi anche nel montebellese: “bocca” e “coscia” (montebellese: våkkë e kossë). Questi mutamenti, accentuatisi in maniera particolare dalla caduta dell’impero romano d’occidente in poi, hanno dato vita alle cosiddette lingue neolatine o romanze e ai dialetti italiani, i quali ultimi possono essere così suddivisi: 21