Romana Maiori
Tu che sei stato la mia onda
Tu che sei stato la mia onda
Non tornare.
Tu che sei stato la mia onda
e mi sospingevi
e di te ho bevuto
avida
fino a morire
ed era mia vita nuova,
mio vuoto colmato
e lacrime irriconoscibili.
Non tornare.
Resta in te.
Resta lontano.
Ti osserverò mutare
e sospingere e amare
altri vuoti
e risa sollevare,
giovani membra da toccare.
Ho il tuo veleno dentro il cuore,
sulla carne le tue chele straziatrici.
Non tornare.
Torna.
Toccami
Che io possa in questa danza
riconoscerti fra gli altri
onda uguale e indecifrabile
a milioni
ma ancora ogni volta tu,
che ti allontani
e sempre ricordi dove tornare.
Tu che giochi con mille corpi
ma uccidi me sola
con l‟impeto che attendo
con questo sfiorarmi morbido.
Torna e affoga la mia voce
Torna per il veleno di cui ho bisogno
Torna dentro al mio cuore.
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