Capitolo 4: Il terzo giorno.
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Nella notte tra il secondo giorno e la mattina del terzo giorno, furono 8Milioni le persone che giunsero dopo 6 giorni precedenti di un’ estenuante marcia, in Assuan, provenendo dal sud. Come la precedente ondata, questa seconda moltitudine era divisa in due colonne, una sul lato destro del lago Nasser e l’ altra metà sul lato sinistro. C’ erano vecchi, anziani, donne, bambini ma questa volta erano solo il 0.25 % della massa, i giovani che disponevano d’ armi leggere.
Quando le truppe egiziane avvistarono le due colonne di rivoltosi sub-sahariani, fu un mattatoio per i poveri disgraziati sub-sahariani. Artiglieria egiziana, inclusi i tank, nidi di mitragliatrici, nonché elicotteri da combattimento, fecero grandinare sulle due colonne di disperati, un fuoco d’ inferno, generando un’ infinità di morti!.
La strage del lago Nasser fu chiamata così dai media mondiali che appresero le notizie dai satelliti del Pentagono e dai Gengiskani, i quali osservavano in orbita, solerti e silenziosi la zona di Assuan.
Gli egiziani pensavano che usando la mano pesante, avrebbero intimidito i sub-sahariani, bloccandone la migrazione.
Quello che accadde fu invece che nella stessa notte, dei Sukoi con insegne sub-sahariane, attaccarono le postazioni d’ artiglieria degli obici egiziani, distruggendoli tutti con una precisione chirurgica, che era difficile pensare che appartenesse a quella moltitudine di disperati che non avevano scarpe!. La forza aerea egiziana accorse in soccorso delle proprie forze di terra, inviando dei caccia per colpire le basi aeree sudanesi. Accadde così che nei