IVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 1 -GENNAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE GENNAIO 2020 | Page 31

anche la socialità era diversa, ci si salutava e si parlava un po’ con tutti, come si fa quando si aspetta il proprio turno per parlare con Alessio… Che ho deciso di farvi conoscere… Alessio, quanto tempo fa hai deciso di voler essere un “libraio”? Precisamente non ricordo ma c’è stato un momento in cui ho preso consa- pevolezza che tra i tanti cambiamenti della mia vita c’era invece una pre- senza costante: i libri. E allora ho deciso che sarebbero stati anche il mio lavoro. Da quando avevo 17 anni (un po’ tardi, invero) i libri sono stati una presenza costante. Cito Confucio: scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua. E poi? Credo di aver proseguito ancora per un po’ gli studi (prima di abbandonarli) e poi ho lavorato tre anni in un paio di grandi librerie del centro. Perché la scelta del nome? C’è un motivo fisico e strutturale che diventa motivo, se vogliamo, anche di riflessione: ci sono effettivamente pile di mattoni che reggono assi di legno che reggono libri che reggono… tutto il resto. Il mattone è simbolo di co- struzione: con esso costruisci case, ma è con i libri che costruisci te stesso. È faticoso tenere in ordine Il Mattone? Fisicamente no, anche se i libri pesano. Quella che sfianca è la parte buro- cratica (che è comunque in comune con qualsiasi altra attività commer- ciale) 30