Il Panificatore Italiano - Gennaio 2026 | Page 116

Suggestioni dal mondo • L’ intervista / Team Italia
Nick Ma, categoria pane
Pensi che questa competizione ti abbia fatto crescere? Come tutti i concorsi, anche questo è stato molto formativo. Tutto il percorso di preparazione porta il professionista a impegnarsi in una ricerca dietro ad ogni singolo prodotto, cosa che difficilmente riusciremmo a fare durante una nostra produzione quotidiana. Inevitabilmente viene sviluppata un’ estrema capacità di adattamento, dovuta al fatto di ritrovarsi spesso in contesto di lavoro differenti da quello delle“ mura di casa” e di conseguenza l’ imprevisto è dietro all’ angolo. Inoltre, il ripetere settimana dopo settimana, allenamento dopo allenamento gli stessi gesti permette di individuare piccole accortezze negli aspetti organizzativi e di flusso di lavoro che possono essere riportati nella nostra produzione quotidiana per migliorare la qualità del nostro operato. Da questa esperienza in particolare porto a casa una maggiore consapevolezza d cosa significa“ competere tra i grandi”, poiché si è trattata della mia prima apparizione da Candidato. Sicuramente è maturata ulteriormente la mia volontà di rimettermi in gioco al più presto e cercare un confronto con professionisti di altissimo livello provenienti da tutto il mondo.
Qual è la principale innovazione in campo pièce artistiche che ti ha colpito? Come tutte le volte che ci si ritrova in campo internazionale si scoprono novità alla quale non avremmo mai potuto pensare, e ciò è il bello di competizioni del genere. Ogni squadra, infatti, spende ore e ore di lavoro alla ricerca dell’ esasperazione, in senso positivo, di ogni singolo prodotto, sia dal punto di vista estetico che a livello gustativo. Questo ci porta a trovare dei tavoli di presentazione con svariati prodotti sorprendenti ed innovativi e con tecniche mai viste prima. Trovare, quindi,
un singolo prodotto che mi ha sorpreso è difficile dato l’ elevato tasso tecnico che tutte le squadre hanno mostrato. Sicuramente hanno fatto effetto l’ eleganza e la pulizia di ogni singolo prodotto presente nella presentazione della rappresentativa francese, che ha dimostrato ancora una volta una maniacalità estrema nel suo operato.
Mirko Zenatti, coach
Qual è il bilancio di questa nuova avventura? Per quanto riguarda la preparazione della Coppa Europa di Panificazione, come associazione Ambassadeurs du Pain ho avuto l’ incarico di ricoprire il ruolo di coach della squadra italiana. L’ obiettivo, naturalmente, era puntare al podio: per questo il bilancio non può che essere positivo. Siamo riusciti a presentare una squadra giovane e determinata: Alice, vent’ anni, impegnata nella categoria viennoiserie; Nick, ventiquattrenne, nella categoria Pane; e Niccolò che, pur con un’ esperienza maggiore, affrontava il suo primo concorso internazionale. Anche grazie al supporto di David Bedu, è riuscito a realizzare una pièce di grande valore. Un risultato che testimonia il merito e l’ impegno di tutta la squadra.
Qual è il prodotto in che ti ha incuriosito di più? A livello europeo il livello della competizione è stato altissimo. La nazionale francese si è distinta per una preparazione impeccabile e per una viennoiserie al cioccolato davvero notevole, capace di unire un impatto gustativo intenso a un’ estetica raffinata. Altro elemento di grande interesse è stato il loro pane nutrizionale, caratterizzato da una forma estremamente ricercata. Da non dimenticare, infine, la pièce artistica francese: un lavoro straordinario, ricco di dettagli e finiture, che testimonia l’ impegno e la maestria del candidato.
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