IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 383

probabile che quelle persone provenissero dalla Città dell'Oro e dell'Argento e che si stavano dirigendo verso di essa. Tuttavia, non li avrebbe mai raggiunti. La carovana arrivò nella città di Humahuaca trenta giorni prima di Almagro. Lì gli Uomini di Pietra fecero una terribile minaccia ai nativi, sostenuti dalle dimostrazioni magiche degli Atumuruna, con il fine di dare una falsa pista alla spedizione di Almagro sulla direzione che avrebbero preso: dovevano deviare gli spagnoli verso il Cile, assicurando loro che la città dei sogni era lì. Essi, nel frattempo, avrebbero preso percorsi molto diversi: gli Atumuruna ad Est, verso la Grande Valle del Monte Kalibur, vicino a El Ramal in Argentina; i Signori di Tharsis avrebbero continuato verso Sud, verso il Pucará di Tilcara, da dove, per opposizione strategica, potevano orientarsi verso il Pucará di Andalgalá e, da questo, al Pucará di Tharsy, il loro obiettivo. A Humahuaca, quindi, i Signori di Tharsis e gli Atumuruna si separarono "per sempre": si sarebbero incontrati di nuovo durante la Battaglia Finale, quando tutti sarebbero tornati al fronte dei loro popoli per regolare i conti con i rappresentanti delle Potenze della Materia, dai discepoli della Fraternità Bianca, al Popolo Eletto; della Fraternità Bianca e degli Dei Traditori, naturalmente, se ne sarebbero occupati gli Dei Leali allo Spirito dell'Uomo, forse lo stesso Lucifer in Persona. Violante e i due frati si lasciarono andare ad abbracci espressivi e baci affettuosi con Lito, Roque e Guglielmo: nessuno poté impedire alle lacrime di attraversare i loro duri volti, sebbene contemporaneamente ridessero di gioia selvaggia; gli ordini degli Dei venivano compiuti e quella era la cosa importante. Per una scena simile passarono gli Atumuruna, che dovettero dire addio alla loro unica parente, la principessa Quilla; che però era una Vichinga dura e non aveva bisogno della compagnia di nessuno; al contrario, pretese che tutti i suoi familiari si trasferissero il più presto possibile nella Externsteine del Valle Magno. Con i Signori di Tharsis , al fine di proteggerli e custodire il Pucará di Tharsy, sarebbero andate invece 50 famiglie del Popolo della Luna. Una settimana dopo il loro arrivo, e nel momento in cui Almagro si trovava a Tarija, i viaggiatori ripresero la marcia. Tutto successe come desiderato dai Signori di Tharsis . Almagro fu confuso dagli indigeni e perse le tracce dei fuggiaschi. Dopo una ricerca infruttuosa in territorio argentino, si recò in Cile, dopo dieci mesi di dolorosa marcia, rendendosi conto che da nessuna parte apparve il ricco impero descritto da Pizarro. Nel settembre del 1536 tornò, infine, a Cuzco, con le sue truppe decimate e stanche per tali inutili viaggi. Si consumava in quel momento un'insurrezione generale che aveva posto Cuzco in assedio e minacciava di ridurre al disastro la conquista spagnola. La presenza di Diego di Almagro mise in fuga migliaia di indios e salvò Francisco e Hernando Pizarro da morte certa, cosa che non impedì a quest'ultimo di applicargli la garrotta nel 1538, dopo aver perso la battaglia delle Saline. La custodia dei Signori di Tharsis e della Principessa Quilla consisteva in 5 Amauta dal Berretto Nero e 45 Quillaruna, con le loro famiglie. Gli Amauta godevano di grande autorità nell'impero Inca e per questo motivo non vi erano problemi per le guarnigioni di Pucará per adempiere ai loro ordini: tutti ricevevano il comando di lasciare i loro posti e tornare a Cuzco, evitando di attraversare il cammino degli gli spagnoli o questi li avrebbero ridotti in schiavitù. E gli spagnoli, privi di Saggezza Iperborea, non potevano fare nulla con quelle fortezze la cui costruzione era basata sul principio del Recinto e delle