IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Seite 350
inviarono il Quiblòn lì nel 1447, per chiudere la Porta di Thule che i vichinghi avevano
aperto. Ritornato a Lisbona, dopo aver completato con successo la sua missione, Quiblòn
si prepara per il seguente grande passo: navigare verso l'Ovest, in direzione delle
Porte del Paradiso Terrestre e di K'Taagar. LA prima avrebbe dovuto essere aperta e
mascherata in modo che potesse essere utilizzata solo dai membri del Popolo Eletto
e dai loro alleati, i Golen. La seconda, "un'altra porta di Thule", avrebbe dovuto
sicuramente essere chiusa: la Porta di K'Taagar, o di Agartha, era la stessa che gli
Atlanti Bianchi raggiunsero migliaia di anni prima marciando verso est e che nelle
mappe medievali figurava come "Terra di Catigara", il Regno del Gran Khan o del
Prete Gianni; quella "Terra di Catigara" sarebbe stata adesso raggiunta inversamente
dall'Occidente, e il suo ingresso sigillato mediante l'uso cabalistico delle Sephiroth.
Dopo la missione di Quiblòn, Catigara sarebbe scomparsa per sempre dalla cultura
occidentale. O, che è la stessa cosa, sarebbe scomparsa K'Taagar: la Casa di
Tharsis aveva, quindi, i giorni contati per percepire il Segno Litico nella Pietra di
Venere e per partire verso la Dimora degli Dei Liberatori.
Sulle porte di K'Taagar, situate nell’estremo occidente, vi dirò che ce n’erano quattro
"aperte" all'Epoca del Quiblòn: tre in America e una in Antartide. Delle tre americane, il
Quiblòn riuscì a chiudere solo la Porta del Centro, la più diretta, quella che usarono gli
Atlanti Bianchi, che si trovava nel Triangolo delle Bermude. Quella del Nord fu cercata in
seguito senza successo dai membri del Popolo Eletto, ma non fu mai trovata, perché i
Pellerossa, la Razza Custode, si incaricarono di nasconderla e proteggerla molto bene.
Analogamente accadde con la Porta del Sud, custodita dagli Atumuruna Ingas, che
usarono la Saggezza Litica per impedire ai Golen di trovarla. E quella in Antartide,
ignorata per molti secoli dal Nemico, sarebbe stata usata solo recentemente nel XX secolo
dall'Ordine Nero per guidare il Führer nella Dimora degli Dei Leali dello Spirito dell'uomo.
Anche il Duca di Medinaceli, Don Luis de la Cerda, era un discendente diretto del
Re Alfonso X, il Saggio, un fedele Iniziato della Fratellanza Bianca. Nel suo Castello si
alloggia Quiblòn nel 1484, quando abbandona definitivamente il Portogallo per stabilirsi in
Spagna e svolgere la missione più importante della sua vita: ricevere la Parola di
Metatron, la Shekhinah, e compiere l’Olocausto d'Acqua, Mem; e, con quel Potere,
sacrificare a YHVH i tre imperi pagani esistenti oltre il Mare Tenebroso . A quei tempi, i
Golen erano fortemente infiltrati nell'Ordine di San Francesco, che a Huelva occupava il
Santuario di Nostra Signora del Nastro, a Palos, il Convento di Nostra Signora della
Rabida, a Moguer, il Monastero di Nostra Signora del Melograno, ecc. Da queste chiese
incoraggiarono segretamente la messa in operazione di una loggia massonica Templaria
a cui erano legati numerosi laici della nobiltà andalusa, tra cui il Duca di Medinaceli: gli
Iniziati della loggia ostentavano il titolo di "Cavaliere Templare" e ripetevano gli antichi Riti
di adorazione a Baphomet dell'Ordine estinta nel 1307. Questa loggia è quella che
concede al Quiblòn l'ultima iniziazione e lo prepara esotericamente a ricevere la
Shekhinah. Resta consegnato a quell’impresa nel Castello di Medinaceli fino al 1486, data
in cui lo stesso Duca annuncia ai Re Cattolici la presenza dell'uomo che scoprirà per la
Spagna i vasti e ricchi paesi dell'Occidente.
I sovrani si stavano dedicando a completare la Riconquista e questo
inevitabilmente causerà, inevitabilmente, che prima o poi Granada cada nelle mani dei
cristiani: questo sarebbe stato il segnale atteso da Quiblòn. Allora riceverà il Verbo di