IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Seite 344

La vista del cortile esterno non avrebbe potuto essere più spaventosa, ma Nimrod desiderava affrontare il codardo Nephilim e vendicare le orribili perdite prodotte nei suoi uomini dai giganti antropofagi. Per fare ciò, tracciò una strategia semplice. Mandò la fanteria come un'orda seguita da un'avanguardia di lancieri. Dietro sarebbe rimasta l'Elite degli arcieri proteggendo la retroguardia e sparando in modo permanente agli obiettivi più sicuri. Nella confusione Nimrod avrebbe cercato di raggiungere il Nephilim. L'Emin Nephilim il cui nome era Kokabiel, uno dei duecento Dei Traditori che, venuti da Venere, seguirono il Sentiero della Mano Destra e fondarono la Fratellanza Bianca o la Gerarchia Occulta della Terra, stava dirigendo le sue truppe da incubo protetto dietro un’enorme fontana. Il suo aspetto era abbagliante perché questi Demoni sono orgogliosi e provano piacere nel mostrare un aspetto bellissimo, cercando invano di competere con Kristos Lucifer, il Signore della Bellezza Increata. Nimrod diede l'ordine di attaccare e un'orda di guerrieri Cassiti si precipitò contro la formazione chiusa dei Demoni. I nani spararono con le loro armi da "cintura" e fecero inciampare i primi guerrieri, ma presto divenne evidente che l'impeto con cui si avvicinavano avrebbe reso impossibile fermarli in quel modo. Dozzine di frecce cominciarono a piovere nel momento in cui le due avanguardie si scontrarono generando una tremenda zuffa. A quel tempo Nimrod, che si era diretto apparentemente nella direzione opposta, cadde con due salti su Kokabiel cercando di tagliargli la gola con un affilato pugnale di Giada. Quell'arma, proveniente dalla Cina, era stata raccomandata da Isa essendo molto efficace per abbattere i Demoni. Rotolando in un 'abbraccio mortale i due nemici Iperborei, il bianco Nimrod e il tenebroso Kokabiel, si giocarono le loro immortali e illusorie vite cercando di pugnalarsi a vicenda. Era qualcosa che si vedeva da 8.000 anni. Ma i loro corpi appartenevano a due razze diverse. Kokabiel era enorme, quasi il doppio delle dimensioni del coraggioso Nimrod, e quel vantaggio fisico, unito al suo odio, che costituiva un'energia quasi palpabile e rovente, mise in difficoltà il Re Cassita. - Muori, Cane Nimrod! – Gridò il Nefilim mentre premeva il collo del Re Cassita, sorpreso dalla chiave mortale di combattimento. "Muori e torna al mondo infernale degli umani mortali! - Le ossa dello sfortunato Re cominciarono a scricchiolare. -Imbecille Nimrod! Volevi conquistare il Cielo? La punizione sarà terribile. Ti incateneremo in modo tale da ritornare alla coscienza minerale o, peggio, al mondo elementale delle larve eteriche. E ci vorranno millenni per sottrarti alla ruota del Karma, maledetto Nimrod. E con la tua gente daremo una lezione definitiva. Sarà cancellato dalla faccia della Terra! Ma la tua sconfitta sarà ricordata per sempre dal lignaggio khabiro (o habiro) di YHVH. - Crack!, suonò lugubremente la spina dorsale di Nimrod al rompersi. "Ha, Ha, Ha," Kokabiel rideva cinicamente. Sì, questo nome ti si addice: "Nimrod, lo Sconfitto." Così sarai ricordato, cane Nimrod. Ha, ha, ha. Ahhhhhhhaaaa! Gridò orribilmente il Nephilim avvertendo che il coltello di giada era penetrato fino all’impugnatura nel suo addome. In ogni momento del combattimento Nimrod aveva cercato di affondare l'arma però questa scivolava sulla corazza elettrostatica con precipitazione minerale che lo proteggeva. Alla fine, quando sentì morire, diffuse la sua consapevolezza nel Sangue, nel modo iperboreo, e lasciò che l’ultimo sforzo del suo braccio fosse guidato dagli impulsi primordiali. E allora la mano, terribilmente armata, diresse il colpo direttamente in un punto