IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Página 307
sapete, negli ultimi cinque anni ho tenuto la guardia della Spada Saggia: in quel periodo
non ho smesso di contemplare la Pietra di Venere, ma non ho notato nulla di diverso.
Giorno dopo giorno mi sono concentrato nella sua contemplazione, sperando di osservare
il Segno dell’Origine o il Segnale Litico di K'Taagar, ma non accadeva nulla di nuovo: i
segni danzanti dell'Illusione, gli Archetipi Creati dal Dio Uno, che sono anche dentro di noi,
passato invano davanti alla mia vista. Fino a che, un giorno accadde qualcosa di diverso;
era maggio, poco prima che vi mandassi a chiamare.
La storia era seguita con attenzione superlativa.
Indubbiamente, il Noyo aveva avuto un'esperienza meravigliosa, ma certamente
straordinaria, fuori dal comune, irregolare. Gli Dei Liberatori erano migliaia di anni che non
si manifestavano agli uomini: dall'Età degli Atlanti Bianchi.
- Bene, quel giorno, dopo diverse ore di meditazione, mi sono addormentato
davanti alla Spada Saggia. Non so per quanto tempo sono rimasto in quello stato. Ricordo
solo che un suono musicale mi stava risvegliando, finché non distinsi chiaramente la
Parola "Tirodinguiburr" modulata nella Lingua degli Uccelli; In coincidenza, al fissare lo
sguardo sulla Spada Saggia, vidi le Vrune che formavano quella parola brillando
perfettamente nitide al centro della Pietra di Venere. Il mio stupore non aveva limiti, come
potete immaginare, quando udii, sputando dietro di me, una Voce, dotata della Maestà
dello Spirito Eterno, che pronunciava il mio nome. Quando girai la mia testa mi ritrovai di
fronte a un Essere pletorico di Luce, che mi sorrideva accanto all'Angolo Retto della
Caverna Segreta: compresi allora che Egli stava proiettando il Segno Tirodinguiburr sulla
Pietra di Venere e cercando di attirare la mia attenzione. Ritornai rapidamente a
contemplare le Vrune, e credetemi Uomini di Pietra, che mi risulterà difficile comunicare
ciò che accadde in quell'istante.
Un prolungato sospiro accompagnò le ultime parole del Noyo. Dopo un secondo
di esitazione, durante il quale la luminosità dei suoi occhi si spense, l'attenzione sembrò
essere diretta verso l'interno, proseguì con fermezza.
-In quel momento, Signori, ho compreso il significato del Segno Tirodinguiburr. E
la sua comprensione mi ha istillato il Massimo Grado di Saggezza Iperborea. Era lo Spirito
Eterno che si liberava e si isolava, come mai prima d'ora, dall'Illusione delle Forme Create!
Sì, il mio stesso Spirito, duro e immobile, come un menhir che permane e si affaccia nella
corrente temporale dell'Anima, improvvisamente si sosteneva nell'Origine, nella sua
istanza eterna e infinita! Sapevo già tutto! Ero tornato all’Origine, mi ero liberato
dall'incatenamento nella materia e comprendevo il perché della Caduta! Se lo avessi
voluto, avrei potuto partire in quello stesso istante per Iperborea! Ma non potevo farlo; non
mentre la missione di famiglia non fosse conclusa; non mentre Voi rimarrete, in mezzo ai
Demoni; non mentre resta da combattere la Battaglia Finale contro le Potenze della
Materia! L'onore mi ha impedito di andarmene; e forse quella decisione era ciò che stava
aspettando, perché solo allora parlò:
-Oh, Noyo di Tharsis! – disse - non essere sorpreso di sentire la Terra Firme
dello Spirito! Gli Dei sono con te: è la Volontà di Navutan che ti sostiene ora
nell'Universo, le Vrune del Suo Nome! E la grazia di Frya! E il potere del Kalibur
della Vruna della Morte! Sono venuto da te per confermare la tua esistenza e quella
della tua casa; per registrare nella Pietra Fredda il Segno che la collocherà
nell'Origine e determinerà che prevalga sulla Liscivia della Morte Finale! Ti dirò
cosa devi fare, oh Custode della Pietra di Venere! È necessario che gli Iniziati della
tua Casa coincidano con me in qualche luogo dell'Universo, qualunque esso sia; una