Il Corriere Termo Idro Sanitario Settembre 2026 | Page 26

REFRIGERAZIONE
DATA CENTER

Quando l’ IA deve … rinfrescarsi

NEGLI ULTIMI ANNI I DATA CENTER STANNO CRESCENDO RAPIDAMENTE, SPINTI ANCHE DALL’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE. QUESTO SVILUPPO PORTA CON SÉ UN’ ESIGENZA FONDAMENTALE: SMALTIRE GRANDI QUANTITÀ DI CALORE. IL RAFFREDDAMENTO DIVENTA COSÌ UN AMBITO SEMPRE PIÙ VICINO ALLE COMPETENZE TIPICHE DELL’ INSTALLATORE HVAC
Redazione TIS
DATA CENTER

Il mercato accelera

Il mercato italiano dei data center è in forte espansione: secondo Mordor Intelligence passerà da 7,5 miliardi di dollari nel 2025 a 8,5 miliardi nel 2026, fino a sfiorare i 15 miliardi entro il 2031, con una crescita annua del 12,1 %. Ancora più rilevante l’ aumento della capacità IT, che salirà da 1,08 a 4,09 mila megawatt tra 2025 e 2030(+ 30,5 %), confermando l’ Italia come hub emergente nel Mediterraneo. A trainare questo sviluppo sono il cloud hyperscale, la digitalizzazione della PA e la crescente domanda legata all’ intelligenza artificiale. Come sottolinea Nicola Salvaggio, Business Development Director for Thermal Management di Faster, il settore sta vivendo una fase senza precedenti, che richiede un salto di qualità nell’ ingegnerizzazione degli impianti, non più limitato all’ espansione ma orientato a nuove soluzioni tecnologiche. Faster è attiva a livello globale nella progettazione e produzione di sistemi di connessione idraulica e ha recentemente lanciato la sua nuova divisione dedicata alla gestione termica.

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di data center e si comincia a mettere in evidenza un aspetto che per chi lavora nel mondo impiantistico è centrale: il raffreddamento. Con la diffusione dei servizi digitali e, soprattutto, con la crescita rapidissima dell’ intelligenza artificiale, i data center stanno aumentando sia di numero sia, soprattutto, di potenza. Questa evoluzione non è solo informatica, ma profondamente termotecnica, perché ogni incremento di capacità di calcolo si traduce in maggior calore da smaltire. Ed è qui che entrano in gioco competenze molto vicine a quelle degli installatori HVAC. Un data center è, in sostanza, un ambiente in cui grandi quantità di energia elettrica vengono trasformate in calore prodotto da server e apparecchiature elettroniche. Se questo calore non viene rimosso in modo efficace e continuo, le macchine smettono di funzionare o si danneggiano. Rispetto a un edificio civile o commerciale, la differenza principale sta nella densità energetica: mentre in un ufficio si parla di poche decine di watt per metro quadrato, in un data center si possono raggiungere valori decine o centinaia di volte superiori. Questo significa che il raffreddamento non è un servizio accessorio, ma una funzione critica e continua, che deve funzionare senza interruzioni.

SISTEMI DI RAFFREDDAMENTO Tradizionalmente, il raffreddamento dei data center è stato basato sull’ aria. Sistemi come CRAC( Computer Room Air Conditioner) e CRAH( Computer Room Air Handler) gestiscono la temperatura dell’ ambiente facendo circolare grandi volumi d’ aria fredda tra i rack dei server. Per migliorare l’ efficienza, negli anni sono state sviluppate soluzioni come i corridoi caldo e freddo, che separano i flussi d’ aria e riducono le miscelazioni
indesiderate. Questo approccio ha molti punti in comune con l’ impiantistica aeraulica tradizionale, anche se richiede una maggiore precisione nella gestione dei flussi e delle temperature. Accanto ai sistemi ad aria, si sono sempre più diffusi quelli ad acqua, che utilizzano chiller e circuiti idronici per trasportare il calore all’ esterno. Per un installatore HVAC, questa è probabilmente la parte più familiare: si parla di gruppi frigoriferi, scambiatori, pompe, distribuzioni idrauliche e, sempre più spesso, di free cooling. Proprio il free cooling rappresenta uno degli ambiti più interessanti, perché consente di sfruttare l’ aria esterna o l’ acqua di falda per ridurre drasticamente i consumi energetici, soprattutto nei climi favorevoli. In molti casi, il principio è lo stesso già applicato in altri contesti, ma portato a un livello di continuità e affidabilità molto più elevato.
PIÙ POTENZA E PIÙ CALORE L’ arrivo dell’ intelligenza artificiale ha però cambiato ulteriormente le regole del gioco. I nuovi server dedicati all’ AI utilizzano processori e GPU molto potenti, che generano quantità di calore concentrate in spazi sempre più ridotti. Questo ha spinto verso soluzioni innovative, come il raffreddamento a liquido diretto. In questi sistemi, il fluido refrigerante non raffredda più l’ aria dell’ ambiente, ma arriva direttamente a contatto con i componenti elettronici più caldi, come i processori. Il risultato è una maggiore efficienza e la possibilità di gestire potenze molto più elevate rispetto ai sistemi tradizionali. Un ulteriore passo è rappresentato dall’ immersion cooling, in cui i server vengono immersi in liquidi dielettrici che assorbono direttamente il calore. Si tratta di tecnologie ancora in fase di diffusione, ma che indicano chiaramente la direzione futura: una progressiva
riduzione del ruolo dell’ aria a favore di soluzioni liquide. Anche in questo caso, però, il cuore del sistema resta impiantistico, perché il calore deve comunque essere trasferito all’ esterno tramite circuiti idronici e sistemi di dissipazione.
MASSIMA AFFIDABILITÀ I data center non tollerano errori o approssimazioni: un fermo impianto, anche breve, può avere conseguenze economiche molto rilevanti. Questo significa che l’ installazione deve essere estremamente accurata, con particolare attenzione alla qualità delle connessioni, alla tenuta dei circuiti, al bilanciamento degli impianti e alla ridondanza. Spesso gli impianti sono progettati con configurazioni N + 1 o superiori, in modo che un componente possa guastarsi senza compromettere il funzionamento complessivo. Inoltre, i data center sono ambienti altamente monitorati, dove temperatura, umidità, portate e consumi vengono rilevati in tempo reale. Questo richiede una crescente integrazione tra impianti HVAC e sistemi di supervisione. Ridurre i consumi del raffreddamento è uno dei modi più efficaci per migliorare l’ efficienza dei data center attraverso tecnologie come il free cooling e l’ ottimizzazione dei flussi. Il recupero termico apre scenari interessanti, perché il calore prodotto dai data center può essere riutilizzato per il riscaldamento di edifici o reti di teleriscaldamento, trasformando un problema in una risorsa. Anche in Italia il fenomeno è in crescita, non solo con grandi data center ma anche con strutture di dimensioni medie e piccole, spesso legate a esigenze locali. Questo rende il settore più accessibile rispetto a quanto si possa immaginare e crea spazi di lavoro per installatori con competenze avanzate in ambito idronico e frigorifero.( Foto in alto da doc. Faster)
26 TIS n. 433 SETTEMBRE 2026 I www. infoimpianti. it