Il Corriere Termo Idro Sanitario Settembre 2025 | 页面 14

14 TIS n. 423 SETTEMBRE 2025 I www. infoimpianti. it
L’ ESPERTO RISPONDE DOMANDE APERTE
PARADOSSO IDROSTATICO
La pressione idrostatica sul fondo di un serbatoio dipende dalla sezione del serbatoio?

No, la pressione idrostatica sul fondo di un serbatoio non dipende dalla sezione( o dalla forma) del serbatoio ma dipende solo dalla densità del liquido, dall’ accelerazione di gravità e dall’ altezza della colonna di liquido sopra il punto considerato. Tutto ciò viene espresso dalla famosa Legge di Stevino e dà origine al cosiddetto“ paradosso idrostatico”. Se pensiamo a tre serbatoi con forme diverse( uno cilindrico, uno con una base larga e la parte superiore stretta, uno con una base stretta e la parte superiore larga), ma tutti riempiti con lo stesso liquido fino alla stessa altezza, la pressione sul fondo di tutti e tre i serbatoi sarà la stessa, nonostante contengano volumi di liquido molto diversi e abbiano sezioni diverse. Questo è dovuto al fatto che la pressione è definita come forza per unità di area: sebbene una sezione maggiore implichi una forza totale maggiore esercitata sul fondo, questa forza è distribuita su un’ area più grande. Il rapporto tra la forza e l’ area rimane lo stesso, e dipende unicamente dalla colonna di liquido soprastante per unità di area. Se immaginiamo una colonna ideale di liquido che si estende dalla superficie libera fino al punto in cui viene misurata la pressione è il peso di questa colonna( per unità di area) che determina la pressione, non il volume totale del serbatoio. In definitiva, avere un serbatoio stretto e alto o largo e basso( a parità di altezza del liquido), la pressione sui rispettivi fondi risulta essere la stessa se essi sono riempiti con lo stesso liquido.

UNITÀ DI MISURA
Nell’ aeraulica certe volte viene usato il CFM. Che cos’ è e a cosa corrisponde?
DIMENSIONAMENTO IMPIANTI IDRICI
Che cos’ è il fattore di contemporaneità di un impianto idraulico residenziale?

In un edificio residenziale, specialmente se con più unità abitative( condominio), non è realistico aspettarsi che tutti gli utenti utilizzino l’ acqua calda contemporaneamente e alla massima portata. Se si dimensionasse l’ impianto( e quindi il bollitore) per soddisfare la somma massima di tutte le utenze al 100 % in contemporanea, si otterrebbe un impianto sovradimensionato, costoso e meno efficiente. Il fattore di contemporaneità è un coefficiente( minore o uguale a 1) che tiene conto della probabilità statistica che un certo numero di utenze richiedano acqua calda contemporaneamente. In altre parole, è una percentuale della potenza o della

La sigla inglese CFM è l’ acronimo di

Cubic Feet per Minute. Si tratta di una misura del flusso volumetrico di un fluido, tipicamente aria o gas. Indica quanti piedi cubi di quel fluido passano attraverso un punto specifico o vengono spostati da un dispositivo in un minuto. Il CFM è comunemente viene usato in diversi settori come, ad esempio, il settore del condizionamento, del riscaldamento e della ventilazione ove permette di quantificare la quantità di aria che un sistema di condizionamento, una ventola o un aspiratore può muovere in un minuto. È fondamentale per dimensionare correttamente gli impianti e garantire un adeguato ricambio d’ aria negli ambienti. Viene usato anche nel settore dell’ elettronica per indicare la capacità di raffreddamento delle ventole all’ interno dei computer o di altre apparecchiature elettroniche, quantificando il volume d’ aria che possono spostare per dissipare il calore. Nei compressori d’ aria serve per specificare la quantità di aria compressa che un compressore può erogare in un minuto, influenzando direttamente la potenza e la velocità degli utensili pneumatici. Altri impieghi sono possibili in svariati settori, ove si ha l’ esigenza di esprimere una portata d’ aria. Il CFM è un’ unità di misura in uso nei paesi di cultura anglosassone. Per la sua conversione nelle unità di misura del Sistema Internazionale basta ricordare che 1 CFM corrisponde a circa 0,00047 m3 / s
portata totale installata che si ritiene sarà effettivamente utilizzata in un dato momento, solitamente nel periodo di punta. Il fattore di contemporaneità viene impiegato per ottimizzare il dimensionamento del bollitore( e più in generale l’ intero impianto di produzione e distribuzione ACS) in modo più realistico ed economico. Un dimensionamento corretto evita sprechi di energia dovuti a un accumulo eccessivo di acqua calda e riduce i costi iniziali dell’ impianto. Grazie a questo fattore un impianto viene correttamente dimensionato e lavora in modo più efficiente, riducendo le dispersioni termiche e i consumi energetici superflui.
MISURA DI PRESSIONI VICINE A ZERO
Quando si fa il vuoto in un circuito frigorifero si parla di micron. Che tipo di unità di misura è e perché viene impiegata?

Il micron, quando si parla di vuoto nei circuiti frigoriferi, è l’ abbreviazione di micrometro di mercurio o, più comunemente, micrometro o millitorr( mTorr). È un’ unità di misura della pressione estremamente piccola, utilizzata per indicare il livello di vuoto raggiunto all’ interno di un circuito. L’ importanza di raggiungere un vuoto spinto( tipicamente al di sotto dei 500 micron) è cruciale nei circuiti frigoriferi per rimuovere aria o gas tecnici presenti nel circuito e consentire l’ evaporazione dell’ acqua( ad esempio, a 500 micron l’ acqua

FILTRAZIONE
In quali tipi di impianti vengono usati i filtri HEPA?
filtri HEPA( High Efficiency Particulate

I Air) sono filtri ad altissima efficienza, progettati per catturare particelle estremamente piccole, fino a 0,3 micron, con un’ efficienza del 99,97 % o superiore. A causa della loro densità e dell’ elevata resistenza al flusso d’ aria che generano, non sono consigliati per la maggior parte dei comuni impianti di condizionamento residenziali o commerciali standard, poiché potrebbero compromettere l’ efficienza del sistema, aumentare i consumi energetici e stressare le unità. I filtri HEPA sono, invece, indispensabili e consigliati in impianti di condizionamento e ventilazione dove è richiesta una qualità dell’ aria eccezionalmente elevata e un controllo rigoroso delle particelle. Tali tipi di impianti bolle a circa-24,4 ° C). Ricordando che nel Sistema Internazionale l’ u- nità di misura adottata per la pressione è il pascal, si può eseguire l’ equivalenza tra micron( o millitorr) e Pascal; 1 micron = 0,133322 pascal. Anche se il pascal è l’ unità SI, nell’ ambito della refrigerazione e del condizionamento si preferisce spesso usare i micron per la misurazione del vuoto profondo, in quanto questa unità di misura offre una maggiore risoluzione e una scala numerica più intuitiva per queste applicazioni specifiche rispetto il pascal.

sono quelli in uso in ospedali e strutture sanitarie( nelle sale operatorie:, nelle unità di terapia intensiva, nelle camere di isolamento per pazienti infettivi, nei laboratori di analisi e ricerca medica); nelle camere bianche( nell’ industria elettronica e dei semiconduttori, nell’ industria farmaceutica, nell’ industria alimentare, nel settore del biotech e nanotecnologie); nei laboratori di ricerca( laboratori biologici o laboratori chimici); nei musei e negli archivi; in alcuni settori industriali; in alcuni sistemi di purificazione dell’ aria dedicati per migliorare la qualità dell’ aria indoor, specialmente per chi soffre di allergie, asma o sensibilità agli inquinanti. In questo caso gli impianti sono progettati specificamente per gestire la più alta resistenza offerta dei filtri HEPA).
BIOMASSE
Per migliorare la combustione e l’ efficienza delle stufe a pellet quali tecnologie sono state sviluppate?

Per ottimizzare la combustione del pellet nelle stufe sono stati sviluppate alcune tecnologie che possiamo brevemente riassumere in questo modo. Un sistema di combustione completa del pellet attraverso una gestione ottimizzata dei flussi d’ aria e delle temperature all’ interno della camera di combustione che permette una ri-combustione continua dei residui. Un sistema di autopulizia del braciere che svuota ciclicamente i residui della combustione in modo automatico e che contribuisce all’ abbattimento delle emissioni e al miglioramento della combustione. Mediante un sistema a 4 tubi di fumo di diametro maggiorato viene aumentata la superficie di scambio termico, migliorando l’ efficienza e semplificando la pulizia. Un meticoloso dosaggio del pellet ed il prelievo dell’ aria comburente all’ esterno dell’ ambiente in cui è installata la stufa.

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