Il Corriere Termo Idro Sanitario Ottobre 2026 | Page 8

8 TIS n. 434 OTTOBRE 2026 I www. infoimpianti. it
L’ ESPERTO RISPONDE
DOMANDE APERTE
di Pierfrancesco Fantono
VERIFICHE IMPIANTI A GAS
In quali casi è obbligatorio eseguire una verifica di tenuta di impianti a gas già esistenti?
La norma UNI 11137( e relativi aggiornamenti) stabilisce i criteri tecnici per la verifica e il ripristino della tenuta degli impianti a gas interni esistenti( alimentati a gas naturale o GPL). Risulta opportuno riferirsi a quanto in essa riportato per tutte le delucidazioni del caso. In sintesi, le principali situazioni in cui le circostanze specifiche richiedono l’ esecuzione della verifica dei requisiti di tenuta comprendono:
• Persistente odore di gas: in presenza di segnalazioni o percezione continua di odore di gas all’ interno dell’ ambiente.
• Sostituzione di apparecchi: quando si procede alla sostituzione di uno o più apparecchi utilizzatori collegati all’ impianto.
• Cambio del tipo di gas: in occasione della sostituzione o della conversione del tipo di gas distribuito( ad esempio il passaggio da GPL a gas naturale o viceversa).
• Riattivazione di impianti inattivi: quando si torna a utilizzare un impianto rimasto inattivo o fuori servizio per un determinato periodo. Questa è una delle novità introdotte dall’ ultima revisione della norma.
• Impianti messi fuori servizio: impianti messi fuori servizio a causa di dispersioni di gas, così come su richiesta dell’ Autorità competente ai sensi della legislazione vigente in materia di efficienza energetica piuttosto che del responsabile dell’ impianto anche a seguito di eventi calamitosi.
• Manutenzione straordinaria o rifacimenti parziali: a seguito di interventi strutturali, modifiche o riparazioni sulle tubazioni e sui componenti dell’ impianto interno.
• Esito incerto delle verifiche preliminari: quando i controlli preliminari( come quelli previsti dalla norma UNI 10738) offrono risultati dubbi o non definitivi.
• Controlli periodici: nei casi previsti da specifiche disposizioni o comunque almeno ogni 10 anni, ove non diversamente disposto.
FISICA DEI FLUIDI
Se un fluido non è perfetto, ad esempio è leggermente comprimibile, la legge di Stevino rimane valida?
In senso rigoroso e formale, la legge di Stevino classica non rimane valida se il fluido è comprimibile. Essa, infatti, si basa, su un’ i- potesi fondamentale e cioè che la densità del fluido rimanga inalterata indipendentemente dalla pressione, dalla temperatura e dalla profondità. Nei fluidi comprimibili, ad esempio, la densità varia al variare della pressione. Però nel caso dei fluidi leggermente comprimibili( come l’ acqua o gli oli) il modulo di comprimibilità( o di elasticità volumetrica) risulta essere molto elevato per cui la densità subisce solo lievi variazioni in funzione della pressione. In questi casi, l’ errore che si commette applicando la legge di Stevino classica considerando la densità come costante è così basso da poter essere senz’ altro trascurabile.
COMPONENTI ELETTRICI COMPRESSORI
In un compressore frigorifero se non si trova un klixon uguale a quello da sostituire si può metterne un tipo diverso? I valori caratteristici del nuovo klixon devono essere maggiori o minori?
Sostituire un klixon( la protezione termica e amperometrica del compressore) con un modello non identico è possibile, ma a patto di rispettare rigorosamente i parametri elettrici e termici del componente originale. Non è una scelta che si può fare“ a occhio”, perché il Klixon è l’ ultimo baluardo di difesa per evitare che il motore del compressore si bruci. Per sicurezza, i valori non devono essere genericamente“ tutti maggiori” o“ tutti minori”, ma devono seguire queste regole specifiche per ogni parametro. Innanzitutto occorre osservare l’ intensità della corrente di intervento, che preferibilmente deve essere la stessa. Questo è il dato più critico. Il klixon interviene se il compressore assorbe troppa corrente( es. a causa di un blocco meccanico o calo di tensione). Se il nuovo klixon ha corrente di intervento maggiore il compressore assorbirà troppa corrente senza che il klixon intervenga, con possibilità che si verifichi una bruciatura del motore. Se la corrente è inferiore il klixon potrebbe intervenire ripetutamente anche durante il normale funzionamento( ad esempio allo spunto), anche quando non vi è una reale necessità, impedendo al compressore di partire. In linea generale, quindi, il nuovo klixon è preferibile che abbia un valore nominale dell’ intensità di corrente di intervento il più possibile prossimo a quello del componente primitivo. Le stesse considerazioni possono essere fatte per quanto riguarda il valore nominale della temperatura di intervento.
DUREZZA DELL’ ACQUA
Quali sono le unità di misura della durezza dell’ acqua?
Per quantificare la capacità“ incrostante” di un’ acqua, si ricorre al parametro della durezza. Essa rappresenta la concentrazione totale di ioni calcio e magnesio presenti in un dato volume. La durezza può essere espressa in diverse unità di misura, a seconda della normativa o della tradizione tecnica del paese. Nel Sistema Internazionale l’ unità di misura della durezza risulta essere la mole al metro cubo( mol / m 3). Poiché la massa molare del carbonato di calcio è circa 100 g / mol, una durezza tipica dell’ acqua potabile( ad esempio 20 ° f, considerata media / dura) corrisponde a 200 mg / litro, cioè a circa 2 mmol / litro( ovvero 2 mol / m 3). Dato che i valori di durezza dell’ acqua rientrano comunemente in un intervallo che va da poche unità a qualche decina di millimoli per litro, l’ unità mol / m 3( o il suo sottomultiplo mmol / litro) è perfettamente dimensionata per questa misura. Tuttavia, pur essendo un’ unità dello stesso ordine di grandezza dei valori di durezza comunemente riscontrati e perfettamente coerente con il Sistema Internazionale, l’ unità di misura più diffusa in Italia sono i Gradi Francesi(° f). Un grado francese corrisponde a 10 mg di carbonato di calcio( CaCO 3
) per litro d’ acqua. In uso risultano anche i Gradi Tedeschi(° d), che corrispondono a 10 mg di ossido di calcio( CaO) per litro d’ acqua. Nei Paesi di cultura anglosassone vengono impiegati i gradi Inglesi(° e), basati sulla concentrazione in un gallone imperiale.
SOSTITUZIONE DEL REFRIGERANTE
Come si esegue il retrofit di un circuito frigorifero?
Il retrofit( o conversione a minor impatto) è l’ operazione con cui si sostituisce il gas refrigerante originario( spesso non più a norma o in via di dismissione a causa delle normative ambientali, come i vecchi HCFC o HFC ad alto GWP) con un nuovo refrigerante più ecologico( ad esempio un HFO o una miscela a basso GWP), mantenendo però inalterata la struttura principale dell’ impianto. L’ obiettivo è quello di adeguare un circuito frigorifero esistente alle normative vigenti( es. regolamentazione F-Gas) con un investimento economico contenuto e tempi di fermo macchina ridotti. Nel retrofit si sostituisce il fluido frigorifero con uno compatibile( stesso livello di infiammabilità, ad esempio) e, se necessario, il tipo di lubrificante( es. passaggio da olio minerale a POE / PAG). Eventualmente vengono sostituiti solo alcuni componenti minori se incompatibili( es. valvole di sicurezza, guarnizioni, filtri disidratatori o organi di intercettazione). Il compressore, gli scambiatori e le tubazioni principali rimangono quelle originali. Dopo la sostituzione del fluido e degli eventuali componenti accessori, il circuito deve essere sottoposto a prove di tenuta, vuoto accurato, ricarica secondo le specifiche del produttore e successiva messa in servizio.
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