Il Corriere Termo Idro Sanitario Marzo 2026 | Page 18

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L’ ESPERTO RISPONDE DOMANDE APERTE
RIFIUTI RAEE
Come si smaltiscono i pannelli fotovoltaici al silicio esausti? Sono riciclabili?

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici al silicio è un processo altamente regolamentato e, fortunatamente, molto efficiente dal punto di vista del recupero dei materiali. Essendo composti per circa il 90 % da vetro e alluminio, sono riciclabili quasi interamente. La modalità di smaltimento cambia a seconda della dimensione dell’ impianto: per impianti con potenza inferiore a 10 kW( RAEE domestici) lo smaltimento generalmente è gratuito per il privato, che può conferirli ai centri di raccolta comunali( isole ecologiche). Per impianti con potenza uguale o superiore a 10 kW, invece,( RAEE Professionali) lo smaltimento è a carico del proprietario, che deve affidarsi a soggetti autorizzati, a meno che non si tratti di una sostituzione“ uno contro uno”( in quel caso l’ onere può passare al produttore). I pannelli al silicio cristallino vengono trattati in impianti specializzati attraverso diverse fasi meccaniche e termiche. Viene rimossa la cornice e la scatola di giunzione; l’ alluminio della cornice e i cavi di rame vengono rimossi manualmente o meccanicamente e riciclati poiché sono materiali preziosi e riciclabili al 100 %. Il“ sandwich”( vetro, celle e plastiche) viene frantumato. Per separare le celle di silicio dalla pellicola plastica che le sigilla si usa un processo termico( pirolisi) o trattamenti chimici. Dalle celle si estraggono silicio, argento e rame.

RESISTENZA AL FUOCO
Cosa significa la sigla REI 60 che si trova sulle certificazioni antincendio?

In ambito di sicurezza antincendio, la sigla REI 60 indica la capacità di un elemento costruttivo( come una porta, un muro o un solaio) di resistere al fuoco per 60 minuti, mantenendo tre specifiche proprietà fondamentali. La resistenza( R), ossia la capacità portante. Indica che l’ elemento mantiene la propria stabilità meccanica e continua a reggere il carico a cui è sottoposto anche durante l’ incendio. In breve: la struttura non crolla. L’ ermeticità( E), ossia la capacità dell’ elemento di non lasciar passare né produrre fiamme, vapori o gas caldi dal lato esposto al fuoco a quello non esposto. In breve: impedisce il passaggio fisico del fuoco. L’ isolamento( I), ossia la capacità di ridurre la trasmissione del calore, facendo sì che la temperatura sul lato non esposto rimanga entro certi limiti( solitamente un aumento non superiore a 140 ° C-180 ° C). In breve: evita che ciò che sta dall’ altra parte si incendi per calore radiante.

FENOMENI FISICI DELL’ IDRAULICA
Che cos’ è la cavitazione?

La cavitazione è un fenomeno fisico che avviene nei liquidi in movimento ed è uno dei“ nemici” principali di pompe, eliche e valvole. In parole semplici, è la formazione di bolle di vapore che implodono violentemente, danneggiando i metalli. Quando un fluido scorre molto velocemente( ad esempio intorno alle pale di una pompa o di un’ elica), la sua pressione scende localmente. Se la pressione scende sotto una soglia critica( chiamata tensione di vapore), si formano istantaneamente milioni di bollicine di vapore. Non appena queste bolle si spostano in una zona a pressione leggermente più alta( anche solo pochi millimetri più avanti), non riescono più a esistere come vapore e implodono su loro stesse. L’ implosione è così rapida e violenta da creare dei micro-getti d’ acqua ad altissima velocità e onde d’ urto fortissime. Se l’ implosione avviene vicino a una superficie metallica( come la girante della pompa), la forza d’ urto“ strappa” letteralmente dei microscopici frammenti di metallo. Di solito il punto critico è quello dove pressione statica e dinamica si eguagliano e questo si verifica più facilmente in corrispondenza dell’ aspirazione di una pompa. Se la pressione statica è troppo bassa rispetto alla depressione creata dalla pompa( pressione dinamica), si può verificare, appunto la cavitazione. Essa si può anche riconoscere perché produce un rumore simile a ghiaia che scorre nei tubi. Inoltre la pompa vibra in modo anomalo e fatica a spingere il liquido e la portata diminuisce sensibilmente.

Zonificazione negli impianti di riscaldamento: principi, vantaggi e soluzioni tecniche

Gli obiettivi della zonificazione( o zoning) sono principalmente quelli di migliorare il comfort termico consentendo il controllo della temperatura esattamente dove e quando serve, evitando di riscaldare aree non occupate e riducendo così i consumi energetici. La gestione per zone permette inoltre di minimizzare gli sbalzi termici e di ottenere tempi di risposta più rapidi grazie al controllo locale, oltre a facilitare la contabilizzazione e la ripartizione dei consumi tra unità immobiliari o aree funzionali.
Tipologie di zonificazione La zonificazione può essere realizzata a diversi livelli. Si può intervenire sui singoli locali, regolando in modo indipendente ogni stanza, oppure creare aree funzionali in cui più ambienti con esigenze simili vengono controllati insieme, come nel caso della distinzione tra zona giorno e zona notte. Negli edifici plurifamiliari ogni appartamento può costituire una zona autonoma con proprio sistema di regolazione. La zonificazione può inoltre essere implementata sia su impianti idronici – utilizzando valvole di zona, collettori e circuiti dedicati – sia su sistemi ad aria tramite serrande regolabili, ventilconvettori o sistemi di ventilazione con gestione per zone.
Metodi e dispositivi La realizzazione pratica della zonificazione impiega diversi dispositivi come valvole termostatiche, valvole di zona motorizzate montate sui collettori, servomotori su valvole miscelatrici, pompe a portata variabile controllate da inverter. La sensoristica comprende termostati e sonde di zona, sensori di presenza e, quando necessario, sensori di
CO₂ per gestire logiche di occupazione. Il coordinamento complessivo è affidato a controller zonali o sistemi BMS, che gestiscono set point, priorità di produzione e funzioni di sicurezza come anticondensa e antigelo. Oggi sono diffusi anche regolatori elettronici locali con algoritmi PID o con capacità di autoapprendimento.
Criteri di realizzazione La realizzazione di un impianto zonificato richiede innanzitutto l’ identificazione delle zone in base all’ uso degli ambienti, alla loro esposizione solare, ai carichi interni, all’ orientamento e agli orari di occupazione, tenendo conto anche dei vincoli architettonici. È fondamentale dimensionare correttamente i circuiti e gli attuatori per garantire portate adeguate e il salto termico richiesto. Una sensoristica correttamente posizionata e calibrata evita letture errate e regolazioni instabili. Occorre inoltre evitare zone eccessivamente piccole, che renderebbero complessa la gestione, o troppo estese, che ridurrebbero i benefici del controllo locale. Dal punto di vista installativo, è utile predisporre collettori equipaggiati con valvole di zona e prevedere la possibilità di future espansioni. La documentazione delle zone, con etichettatura chiara di circuiti e punti I / O, semplifica il commissioning e la manutenzione. È importante implementare logiche di fallback( in pratica il piano B dell’ impianto) e regole di priorità per evitare conflitti, ad esempio nel caso di richieste simultanee di carico. Infine, l’ integrazione con sistemi di contabilizzazione e con soluzioni domotiche o BMS consente una gestione più avanzata dell’ impianto e una reportistica accurata per l’ utente finale.( A. Z.)
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